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23 maggio 2016 ed i ragazzi della scuola

Le passerelle antimafia non servono a nulla. Anche se sono stato tra i primi ad organizzare il giorno della memoria per ricordare chi aveva dato la vita per lo Stato mi sono reso conto ben presto che molti utilizzano il giorno delle ricorrenze per mostrare quanto sono antimafiosi al pubblico.

Il giorno della memoria serve a poco o nulla. La legalità è qualcosa che si impara e che ti viene insegnato dalla famiglia. Chi è stato ucciso per aver combattuto la mafia è un esempio da seguire. Cosi il 23 maggio 2016 quando ho visto per strada lungo il Corso Umberto I un centinaio di bambini della scuola elementare e media sfilare con cartelli e drappi bianchi mi sono emozionato non poco.

Perchè ritengo che i progetti sulla legalità che si fanno a scuola sono i migliori per far crescere nelle nuove generazioni il senso della mafia necessario ad evitare soprusi e ingiustizie quando si è grandi. E’ la scuola il posto migliore per contrastare la cultura mafiosa.

I siciliani hanno nel loro dna un piccolo frammento di mafiosità intrinseco. Perchè se da un lato la mafia è uno stato parallelo che si basa sulla paura per far fiorire i suoi affari sporchi, dall’altro la mafia è un comportamento incivile che ci porta ad azioni di piccola illegalità perchè sentiamo che lo stato è lontano.

Ecco che la cultura dell’antimafia può attecchire li dove si forma il futuro della società: la scuola. I percorsi formativi possono togliere nuove leve alla mafia e con un programma che crei le condizioni di lavoro la mafia può essere sconfitta. Bisogna togliere l’alimentazione alla macchina che sostiene in vita la mafia. Diceva Falcone: la mafia è un fattore umano e come tutti i fattori umani può essere sconfitta.

la galleria delle immagini:

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