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Anche l’Ufficio delle Entrate di Bagheria verso la chiusura?

Dopo la decisione di chiudere il Tribunale, il ridimensionamento della Serit con un solo sportello aperto solo il mercoledì e senza cassa contanti, le vicissitudini dell’Ufficio Collocamento sfrattato di fatto per morosità dagli uffici di Via Consolare ed allocato grazie ad una associazione che ha offerto ospitalità in c.da monaco, ora si apre il rischio più che concreto che ci abbandoni anche l’Ufficio delle Entrate.

Stiamo parlando di presidi di servizi essenziali per una comunità civile che oltre Bagheria servono molti comuni del circondario che una utenza che supera abbondantemente i centomila abitanti i quali, con un prelievo fiscale che ormai ha raggiunto il 50%, meriterebbero servizi di ben altra qualità.

L’allarme per questa ennesima “onta” alla “città delle ville” viene lanciato dal consigliere comunale Pietro Aiello durante i lavori del consiglio comunale dello scorso 15 gennaio. Premettiamo il percorso attivato dai nostri legislatori: 1) il D.L. 6 luglio 2012 n. 95, convertito dalla L. 7 agosto 2012 n. 135, ha previsto la riorganizzazione dei servizi degli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze e delle Agenzie delle Entrate presenti nel territorio nazionale. In particolare, l’art. 23- quinquies, comma 5, della suddetta legge ha stabilito, con riferimento al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alle Agenzie delle Entrate, che “nei casi in cui si ritenga indispensabile, ai fini dell’efficace svolgimento di compiti e funzioni dell’amministrazione centrale, l’articolazione delle strutture organizzative in uffici territoriali, si procede comunque alla riduzione del numero degli stessi.

Gli uffici da chiudere sono individuati avendo riguardo prioritariamente a quelli aventi sede in province con meno di 300.000 abitanti, ovvero aventi un numero di dipendenti in servizio inferiore a 30 unita’, ovvero dislocati in stabili in locazione passiva”. In forza della superiore norma, l’Agenzia delle Entrate sta predisponendo un piano di soppressione di alcune sedi territoriali, tra cui – secondo voci assai credibili – quella presente nel Comune di Bagheria.

Ciò comporterebbe, oltre ad un evidente disagio e disservizio per i cittadini dell’intero comprensorio (oltre 100.000 abitanti), un danno enorme per l’economia delle città del comprensorio (perdita di posti di lavoro, chiusura delle attività commerciali e studi professionali, svalutazione economica dell’intero territorio).

Peraltro, in questi giorni si è svolta una riunione presso la Direzione Provinciale della Agenzia delle Entrate nella quale si è discusso di trasferire i dipendenti della Sezione “Controllo” della Agenzia delle Entrate di Bagheria nella sede del capoluogo.

Nella sciagurata ipotesi in cui nei prossimi giorni verrà presa questa decisione, verrebbe meno il requisito numerico previsto dalla suddetta norma (il numero dei dipendenti in servizio a Bagheria diventerebbe inferiore a 30 unità), Contro questa “sciagurata ipotesi” scende in campo Piero Aiello che con ordine del giorno, di cui lo stesso Aiello è primo firmatario e sottoscritto da tutti i gruppi consiliari e votato all’unanimità nella seduta consiliare, il Consiglio Comunale di Bagheria ha dato indirizzo al Sindaco di adottare, di concerto con gli altri Sindaci, ogni iniziativa politica necessaria a scongiurare la chiusura o il ridimensionamento della sede dell’Agenzia delle Entrate e degli altri enti pubblici presenti nel territorio; Il Sindaco Lo Meo ha raccolto l’atto di indirizzo ed ha redatto, unitamente ai Sindaci del Comune di Casteldaccia, Santa Flavia e Ficarazzi, un documento, che è stato inviato il 23.1.2013 al Presidente della Regione, al Presidente dell’Ars e ai Direttori Regionale e Provinciale della Agenzia delle Entrate.

Infine raccogliamo una dichiarazione di Piero Aiello: “Sono orgoglioso di essere stato il promotore e primo firmatario dell’ordine del giorno condiviso dall’intero Consiglio Comunale di Bagheria e poi successivamente dal Sindaco Lo Meo e dai Sindaci di Casteldaccia, Santa Flavia e Ficarazzi. Questo, però, è solo il primo passo. Occorre coinvolgere tutti i Consigli Comunali e le parti sociali del territorio per cercare di arrestare quell’ingiusto processo di smantellamento dei servizi presenti nel nostro territorio a vantaggio esclusivo di Palermo e Termini Imerese”.

Michele Manna

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