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Centro Foto Cine Color 1982

In piedi: Il tifoso Franco Tantillo - Mezzatesta Vincenzo - Bellanca Pino - Tralongo Rosario - Franco Pollara - Militello Stefano. Accosciati: Leonforte Giuseppe - Galifi Maurizio - Martorana Pino - Falcone Agostino - Pedone Salvatore - Aurilio Antonino.

Il pallone è pieno d’aria, bisogna evitare che si sgonfi e quella fu una delle ultime estati in cui il pallone era gonfio e correva tra il brecciolino del Martinetto e come in un miracolo non si bucava mai e pensare che c’erano certe pietre che pareva la cava di Buttitta. Bella squadra quella allestita dall’appassionato Stefano Militello che instancabile si divideva tra caserma e matrimoni, ma non si risparmiava quando battagliava nei tornei estivi, mostrando grinta ed abilità nei palloni aerei. Il gioiello di questo gruppo che ballò solo una estate era Franco Pollara, il Genio del pallone, uno che era nato per inventare calcio, colui che giocava un altro calcio e che avrebbe meritato ben altro destino, sia sul campo che nella breve vita che visse, ci lasciò troppo presto, lui che si divertiva tanto a giocare con tutti. Come si divertiva a sbeffeggiare gli avversari con i suoi dribbling ubriacanti, provocandoli con il suo caratterino “sudamericano”, Nino “Formica”, nico nico ma agile e veloce e per fermarlo i mastini delle difese lo pistiavano a calcagnate e quantu pruvulazzu pigliò il piccolo Nino Formica. Invece cascavano male col poderoso Tralongo, che oltre all’intelligenza tattica metteva in mostra tanta forza fisica e vedeva sempre la porta quando sferrava il suo tiro potente. Non era potente ma nei contrasti faceva male e non mollava mai Pino il Rosso, sempre presente e sempre tra i migliori. Furono la spina dorsale della difesa dell’Audax Ficarazzi negli anni 80:  il portiere Enzo Mezzatesta, detto il Porcellino, atleta serio e sempre attento e con l’occhio vigile tra i pali, coraggioso nelle uscite; Giuseppe Leonforte, il gioco aereo era il suo forte ma anche il suo marcare ad uomo era efficace, così pure l’altro difensore Totò Pedone, cugino di Enzo, bravo nelle sue incursioni sulle fasce polverose di quacina del Martinetto;  esile ma duro, puntiglioso come una zecca il giovane Agostino Falcone.

         

Il pacioso Maurizio si divertiva a correre dietro la palla, sudava e sbuffava come tanti altri nei pomeriggi afosi di tante estati, ma suo padre il caro signor Benito Galifi per lui sognava un posto in prima squadra nel Ficarazzi, a Maurizio bastava divertirsi, gli attori protagonisti erano altri, a lui bastava anche essere semplici comparse, perché in quelle estati indimenticabili eravamo tutti protagonisti, bastava solo esserci ed era già tanto!

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