Ci lascia Franco Comparetto

franco comparettoQuando muore qualcuno che conosci, all’improvviso ti fai un film dei momenti che avete vissuto insieme. Non dirò di Franco le solite frasi di rito:  era un bravo padre di famiglia affettuoso e premuroso, che aveva l’animo buono e che aiutava a tutti quando anche lui era in difficoltà. Queste cose sono tutte nel suo dna e quindi non fanno notizia.

Franco era un amico particolare che non mi lasciava in pace quando si trattava di lavorare. Non un vero e proprio lavoro, ma un secondo lavoro che amava fare perchè lo teneva vivo e gli permetteva di portare a casa qualche euro in più che sempre servono.

Mi suonava nei momenti più precisi. Mettevo la forchetta in un bel piatto di spaghetti, belli fumanti, con la salsa e suonava il campanello. Non occorreva che rispondessi al citofono, la sua voce giungeva forte e chiara senza mezzi termini.

Scendevo un pò arrabbiato e con il sapore della pasta che non avevo ancora mangiato sulla bocca. Gli facevo notare che avevo la pasta a tavola ma lui con una delle sue battute che non faceva ridere nessuno, tranne che a lui, mi faceva passare i cinque minuti.

Suo figlio lo ha ricordato con queste stesse parole.

Franco era semplice e buono. La vita non è stata clemente con lui ma gli ha dato una famiglia favolosa che amava sopra ogni cosa. La sua forza. Di lui ricorderò il “lavoro” e le tante risate che ci facevamo a parlare dei nostri clienti davanti ad una tazzina del caffè. Ti ricorderò cosi. E sentimi: non provare a vendere a San Pietro i calendari del 2015. Addio.

P.S. Alla Famiglia le mie più sentite condoglianze.

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