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Da gennaio niente più rimborsi per Ast e treno per gli studenti

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Non ci sono i fondi nel bilancio comunale e, quindi, da Gennaio niente più rimborsi per abbonamenti Ast e Treno per gli studenti pendolari che si devono recare a scuola nei paesi vicini oppure a Palermo.

Se lo sono sentiti dire i genitori che si erano recati al comune per presentare l’abbonamento di Dicembre dal responsabile del servizio.” Da gennaio non possiamo più garantire il rimborso.” si sono sentiti dire i genitori.

Ed intanto la legge regionale del 1973 sembra affermare un principio sacrosanto per il diritto allo studio. Gli studenti dei paesi che sono costretti a recarsi in paesi diversi per studiare devono ricevere il rimborso. Questo per garantire a tutti la possibilità di recarsi a scuola senza oneri aggiuntivi. 

Una brutta notizie per le magre economie di diverse famiglie. Ci sono quelli che vanno a Cefalù per studiare oppure quelli di Bagheria che dovranno farsi carico dell’abbonamento del treno che è di 39 euro mensili.

Qualcuno faceva notare che già le famiglie sono costrette ad anticipare i soldi ed i rimborsi arrivano dopo almeno due anni. Quindi anche se tolgono il rimborso i soldi si devono uscire comunque. Questo è vero solo perchè il comune ritarda i pagamenti che potrebbe fare entro due mesi e non due anni. Visto la carenza cronica di liquidità delle casse comunali i ritardi diventano enormi. Anche se in ritardo quando si prendono i soldi del rimborso solitamente si usano per pagare gli abbonamenti in corso.

Penso che la Regione ed il Comune dovrebbero garantire il diritto allo studio in ogni sua forma. Rimborsare i soldi per il trasporto dovendo i ragazzi cambiare paese in assenza di scuole superiori nel territorio  rientra in questa fattispecie. 

Invece di togliere il rimborso dovrebbero garantire che lo stesso avvenga il mese successivo all’emissione dell’abbonamento cosi da rendere il diritto allo studio certo ed efficace. Invece si toglie e per il rimborso passano anni…

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