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DELL’ASTENSIONISMO E DEL DEGRADO DELLA POLITICA.

Vista l’ampiezza del fenomeno, vorrei ragionare brevemente sul dato dell’astensionismo alle ultime elezioni siciliane e in generale, e dimostrare come colui che decide di non partecipare al voto è il migliore alleato e complice del peggiore politico. Intanto inizierei col ricordare le parole di Platone che sottolineano come chi non partecipa alla vita della polis non ha diritto di chiedersi da chi é governato e tanto più di lamentarsi.

Platone lo colloca tra gli esseri inferiori! Poi continuerei molto più prosaicamente col dire che gli assenti hanno sempre torto! Ma perché, a mio modesto avviso, chi decide di astenersi dal voto é il migliore complice di tutti i lestofanti della politica? Perché chi gode del consenso della mafia, chi ha un voto affaristico-clientelare, chi compra i voti, chi ottiene il consenso attraverso la truffa delle false promesse di posti di lavoro, chi approfitta della gente che ha bisogno, chi droga il proprio consenso attraverso l’uso distorto e illegale dei soldi pubblici al fine di creare posti di lavoro precari per chi non ha titoli né meriti, chi per questa via incassa il consenso frutto dello scambio e del ricatto politico elettorale, chi, in altre parole, dispone di un voto controllato e controllabile non teme l’astensionismo, ma al contrario lo auspica.

Sia ben chiaro, non è la cattiva politica a determinare l’astensionismo, ma semmai il contrario. Finiamola con la storia degli scandali, degli abusi e delle ruberie che allontanano la gente dal voto. Si tratta di una mezza verità. I politici di malaffare ci sono sempre stati e continueranno ad esserci! Tuttavia questa classe politica di ladri e profittatori è stata eletta da qualcuno, non é stata calata dal cielo e in tanti ci hanno fatto affari e compromessi.

     

La verità è un altra. Il politico corrotto e ladro, che specula, che approfitta del proprio ruolo di potere e che distrugge le speranze dei giovani di valore, teme il voto libero e d’opinione, fa di tutto per scongiurarlo con i propri indecenti comportamenti e festeggia e gongola se i cosiddetti delusi, stanchi e sfiduciati preferiscono starsene a casa, al calduccio della propria inconsistenza politica e irresponsabilità civile. Se i giovani si trovano le macerie tra i piedi e non riescono ad andare avanti, è anche e soprattutto a causa della cattiva coscienza di una “società civile” sempre incline al compromesso quando attraverso la partecipazione al voto può trarne un vantaggio diretto e pronta ad astenersi dal metterci la faccia se ciò comporta un sacrificio e un reale impegno personale, etico e politico. È infatti molto più facile non schierarsi e opportunisticamente restare amico di tutti e di nessuno, sentirsi al di sopra delle parti e autoassolversi vigliaccamente perchè “tanto non cambia niente” e perché “sono tutti gli stessi”.

D’altra parte, costruire un’alternativa politica fatta di persone di spessore é troppo faticoso, creare un’alleanza con i giovani di merito e di qualità significa rischiare un po’ del proprio tempo libero, significa rinunciare a qualche comodità di cui si è troppo gelosi… molto meglio stare a guardare come finisce e dopo, solo dopo, decidere cosa conviene fare. Per me non votare è da sempre la scelta più facile, quella che accomuna ignoranza e arroganza, ignavia e presunzione, cinismo e opportunismo. La scelta che offende le lotte in passato condotte dai nostri padri e dalle nostre madri, fino alla morte, per conquistare il diritto al voto.

La scelta che umilia e mortifica i sogni dei nostri fratelli e delle nostre sorelle che in altre parti del mondo continuano a morire nel tentativo eroico di liberarsi da tiranni pronti ad uccidere pur d’impedire ogni ipotesi di libertà. La scelta di chi scarica sui giovani la propria codarda rassegnazione e non fa nulla per recuperare la speranza operosa volta a costruire un futuro diverso. La scelta che dimostra la vergognosa doppiezza di chi è sempre pronto a pontificare sulla propria superiorità morale e preferisce stare con le mani in tasca per mostrarle “pulite” quando è utile tenderle per ottenere qualcosa in cambio.

Il 52,5 dei siciliani non ha partecipato al voto? Ebbene sono io a non sentirmi rappresentato da questi siciliani e a non provare alcuna solidarietà per loro. Per me restano i migliori complici della vergognosa classe politica che ancora una volta, grazie alla loro astensione, avremo al governo della nostra amata Sicilia per i prossimi anni, in assoluta continuità con il passato recente.

     

Allora cosa fare? Non arrendersi e continuare a crederci per tutti coloro che ci credono ancora, Non arrendersi e continuare a combattere per tutti coloro che continuano a sperare oltre ogni paura, Non arrendersi, e per ciò che mi riguarda, già a partire dal prossimo e imminente inizio del XV Corso di Studi Politici e Culturali dell’Accademia Nazionale della Politica, non mollare e anzi costruire un Comitato Civico Permanente che lavori ad un alternativa politica credibile, da promuovere su tutto il territorio siciliano e che, a partire dai valori non negoziabili, si proponga di cambiare il quadro partitico profondamente degradato al quale siamo finora stati costretti, contro la politica degli inciuci e dei trasformismi… ma anche e soprattutto in onore a tutti coloro che ai loro figli vogliono lasciare un mondo migliore.

Buona vita e che Dio ci benedica,
Bartolo Sammartino

Link alla pagina facebook: Accademia della Politica

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