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Differenziare è un dovere. Il servizio di raccolta può essere criticabile e migliorabile.

Differenziare è un dovere e se nel resto d’Italia lo fanno da trent’anni questo non significa che il nostro paese Ficarazzi non debba iniziare la differenziata pur tra mille difficoltà e con un servizio di raccolta che certamente può essere migliorato.

La differenziata è necessaria perchè le discariche siciliane sono al collasso da anni. Se non si differenzia per l’ambiente siciliano si prospettano tempi buoi e la possibilità di portare i nostri rifiuti all’estero ne è la conseguenza. Ci rendiamo conto del disastro solo dopo averlo visto e con la possibile chiusura delle discariche l’immondizia per strada non sarà un miraggio.

Quindi la differenziata è l’unica strada praticabile e va nella direzione del recupero dei materiali che entrano in filiera per essere trasformati in materia prima e nella direzione della minor quantità di rifiuti che andrà in discarica.

Però la differenziata ha un suo valore solo se la qualità del materiale raccolto è ottima, altrimenti non avrà effetto. Cioè la qualità del materiale riciclato dalle famiglie deve essere idoneo ad essere trasformato. E questo non sempre avviene.

La qualità della differenziata dipende da due cose principalmente: dall’educazione civica del cittadino che sa fare la differenziata e dalla qualità del servizio reso al cittadino.

Sull’educazione civica bisognerebbe scrivere un articolo a se e sul servizio reso alla cittadinanza per la differenziata avremmo qualche perplessità sui primi passi che si sono fatti.

Inizierei sulle tante famose 12 isole ecologiche che sono semplicemente delle postazioni multimateriale i cui sportelli si aprono con la tessera sanitaria e che, a quanto comunicato dall’azienda appaltatrice del servizio, la Roma Costruzioni, pesano il rifiuto differenziato e lo associano al codice fiscale cosi da avere i dati di effettiva raccolta differenziata. La quantità, però, non è sempre sinonimo di qualità.

A veder bene queste postazioni si nota che i semplici bidoni da circa 500 litri di volume non sono separati tra loro. Cioè manca una separazione fisica tra i vari materiali. Nessuna paratia separa la plastica dal vetro o dalla carta se il bidone relativo dovesse riempirsi.

Se i cittadini del nostro paese diventassero tanto virtuosi le isole ci sembrano davvero insufficienti considerando che dal sabato sera  al lunedi mattina non si effettua il servizio di raccolta cosi come nei festivi.

I dati forniti da Roma Costruzioni per far comprendere che il rifiuto differenziato viene pesato.

Se i materiali si miscelassero tra loro la differenziata non andrebbe più bene e diventerebbe “munnizza”. Non crediamo che gli operatori effettuino una cernita dei materiali quando questi si presentano miscelati. Questo rischio si potrebbe evitare semplicemente predisponendo delle paratie che separino le camere di ingresso dei rifiuti differenziati cosi se il bidone da 500 litri si riempie la differenziata non si miscela.

Altra considerazione da fare è la posizione. Queste isole invadono la carreggiata e la restringono e sono decisamente pericolose per la circolazione stradale. Non credo che tenerle fisse h24 sui posti sia la soluzione che era stata studiata nel progetto ARO (Ambito ottimale) presentato alla Regione e approvato. 

Se non ricordiamo male in conferenza stampa di molti mesi fa (il tempo scorre molto tra una conferenza e l’inizio della raccolta) il Sindaco illustrava le isole ecologiche o postazioni di raccolta come “MOBILI” cioè che venivano postate sopra il camion in posti fissi a determinati orari e in diversi punti del paese e la sera ritornare in sede per essere scaricati e pronti per l’indomani.

Tanto è vero che si discuteva della necessita di avere almeno nove autisti a tale scopo. Un sistema che presenta tanti vantaggi. Il primo dei quali era evitare l’invasione della carreggiata se non momentaneamente per qualche ora. Poi la presenza dell’autista poteva trasformarsi in un controllo maggiore sulla qualità della raccolta differenziata e si poteva presenziare l’isola con del personale “Educatore”.

Un altro vantaggio è il continuo svuotamento dell’isola e la non possibilità del cittadino di conferire in orari notturni.

dietro ad una isola ecologica…

Tutto questo è rimasto sulla carta e si sono installate 12 isole fisse e invasive che potrebbero straripare di rifiuti differenziati. Una scelta forse dettata dall’economia che ci sembra una soluzione che non permette di portare i valore della differenziata al 50 o 60% del totale.

Altro nota dolente è la cosiddetta frazione umida. La frazione umida è composta da tutti i materiali organici che finiscono nei rifiuti. Si tratta degli scarti alimentari o vegetali. Si pensi che questi raggiungono il 30% del totale dei rifiuti prodotti. Per smaltirli occorre un impianto di compostaggio che in Sicilia latita. Non ci sono impianti aperti e se ci sono hanno prezzi di ingresso enormi. Per questa ragione la raccolta della frazione umida è sempre stato il tallone d’Achille della differenziata. 

La soluzione per i più “verdi” è la compostiera domestica che “mangia” i vostri rifiuti organici e  vegetali, ma non tutti hanno la possibilità di installare una compostiera a casa.

Alla fine dei conti riteniamo che fare la differenziata sia un dovere di tutti noi cittadini e che il servizio è certamente migliorabile in corso d’opera. Non siamo convinti della qualità progettuale dell’attuale piano Aro fatto dalla nostra amministrazione comunale e ne abbiamo valutati alcuni aspetti critici che ramano contro i grandi numeri e la qualità della raccolta differenziata. 

Alla fine, però, contano i numeri e solo con quelli in mano è possibile valutare l’impatto della raccolta differenziata e la sua qualità. Siamo in fase embrionale e tutti noi siamo chiamati alla buona riuscita della stessa.

Buona differenziata a tutti.

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