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Elezioni di Palermo: crolla il castello del centro destra

L’esito delle elezioni comunali di Palermo è un segnale preciso. Uno scossone che nessuno deve sottovalutare come fatto “locale”. La capitale siciliana era la città più popolosa ed importante in cui si votava, la quinta città d’Italia, sede della più antica Autonomia tra le Regioni italiane. Un luogo dove è successo tutto ed il contrario di tutto. Una città circondata dall’aura del gattopardismo e che tuttavia, stavolta s’è rivelata antesignana e precorritrice di Eventi con una accelerazione repentina, con uno “scatto” che pochi s’aspettavano.Palermo era il Regno del centrodestra e la Sicilia al fronte moderato aveva regalato numeri da primato (memorabile il 61 a 0 del 1998 contro l’Ulivo).

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Poi la routine,gli uomini mediocri,le gelosie, le invidie, i desideri di dominanza, le lotte intestine, le alleanze sbagliate, le divisioni, le congiure di Palazzo. La Decadenza evidentissima e precipitosa. Le lotte al coltello di correnti non “politiche”, ma personalistiche. La storia della vecchia Dc rivista a velocità decuplicata, peggio che nelle vecchie comiche di Ridolini.

Ed il risultato ? La Vendetta formidabile d’un Popolo deluso e furibondo. Una fustigazione a sangue. Esemplare ,pubblica, spietata. A Palermo, di fatto, ha votato solo il 40% degli aventi diritto. E ben 26.000 cittadini sono andati a prendere la scheda solo per riempirla di insulti anche fantasiosissimi. Il PdL ridotto a 3 consiglieri su 50, candidato a Sindaco di PdL ed Udc che arriva ad un 12% risicatissimo, il Fli che non supera lo sbarramento, il partito del Presidente della Regione (l’Mpa) che prende solo due consiglieri, il partito “vincitore” (per abbandono”!) l’IdV con un patetico 10% in una ridda di liste e candidati (oltre 1700!) di cui nessuno sapeva nulla, anche perché nulla c’era da sapere.

     

Non l’affondamento del Titanic. Ma di una barcaccia carica di poveretti del terzo mondo in un fiume fangoso pieno di coccodrilli. Un naufragio plebeo. Senza colonne sonore commoventi. Senza sopravvissuti. Senza gesti nobili. Senza Stile. Senza decoro.

Articolo tratto da AGENZIA OCCIDENTE. Segui occidente su Facebook

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