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Emozioni di Settembre

Fa ancora caldo a Settembre. Al nord piove, al centro grandina, al sud frane, alluvioni, ma da noi solo la scia timorosa del terremoto che ancora di notte fa saltare in aria gli insonni. A quanto sembra, il lastrone al largo di Alicudi e Ustica s’è accavallato e pertanto per altri 100 anni possiamo ritornare a dormire tranquilli. Passa settembre, passa tra feste paesane, tra Marie Santissime e Cristi in Croce, tra vare e crocifissi, processioni, fumo e vucciria, calia e semenza, masculiate e iochi di fuoco; bande musicali, complessi, comici e cantanti.

Quante emozioni racchiuse in questo settembre dal cielo ora azzurro ora grigio, dallo scirocco stufficusu, dal mare cristallino, ora increspato e lipposo. Nel continente continua a piovere e qui si continua ad abbeverare, ma quanno chiove? Lo stradone è pieno di macchine e camion, ma anche di venditori di pesche; è diventata un’attrazione, fa folklore, come gli sfincioni, il pane del forno a legna.

Compro il giornale, incontro il professore, è sempre un’emozione parlargli. Fa i complimenti, i miei articoli gli evocano ricordi lontani, lo fanno sorridere. Ricordiamo assieme la nostra classe: Giovanni Bongiovanni, Ignazio Catalano, Ino Clemente, Atanasio Lo Cascio, Pippo Prestigiacomo.

Che cervelli! Passano pochi giorni, faccio la solita visita al cimitero. Tra un saluto a Salvatore e a Franco apprendo della morte del professore. Paolo mi porta sulla sua tomba. Ci rimango mal, era all’oscuro di tutto; fretta maledetta, sempre di corsa, mai una pausa, il paese lo taglio, non ci vivo. Mi dispiace, il professore Priola faceva parte della nostra storia, è un’altro pezzo di Ficarazzi che scompare: la sua figura resterà indelebile nella nostra generazione, grande uomo di cultura e di chiesa.

E a proposito di chiesa, tante emozioni ha suscitato la festa del Crocifisso delle Grazie, con la processione che ha richiamato tanti fedeli sotto la guida di don Giuseppe Passamonte. Bella la visione del corso chiuso al traffico, per pochi minuti, ma chiuso! La processione ha attraversato tutto il paese, fino alla Catena, poi ci sono stati i botti dei giochi di fuoco e le canzoni napoletane al Relax Park, affollato come durante l’estate ficarazzese, la pioggia poi ha guastato tutto. Il giorno prima altra emozione, ho assistito alla funzione della celebrazione della santa cresima; chiesa stracolma, gran caldo, grande confusione; si sono cresimati grandi e piccoli, tra cui il mio Salvo. Emozioni di ben altro genere ho vissuto ai primi di settembre ad Altavilla Milicia, alla festa della Madonna Lauretana.

Ricordo che da piccolo ci andavo col carretto, u zu Turiddu, mio padre, Paolino, Vicè, u zu Cicciu. Ricordo le tante scaffe, la notte scura col cielo stellato, la gente scalza che camminava, tanta gente; i cani che abbaivano, le cianciane del cavallo, le spalliere colorate, con Orlando che taglia la testa ai turchi; sopra il ponticello di S. Giovanni il fumo che incoronava la collina, da lontano pareva un’incendio.

Il ciauro della salsiccia, la gente assittata tra tavoli e sedie di legno…pistoloni e vino, fuochi sempre addumati, i cantanti, il volo dell’Angelo, il carro con i buoi; nonno Pippino, le carabine, i botti, l’odore della pruvula da sparo. Altri tempi, oggi il serpente d’auto si snoda lungo l’autostrada; il fumo è sempre lo stesso, la salsiccia pure, i tavoli e le sedie sono di plastica, il carro è sempre attaccato ai buoi, la chiesa è sempre china; nonno Pippino non spara più, i carretti non esistono più, per fortuna c’è rimasta la musica, i cantanti, e che cantanti! I Nomadi, ragazzi! Tre ore di canzoni, che emozioni! Sul palco l’ombra di Augusto, pelle d’oca, brividi, lucciconi negli occhi; mature persone, con i capelli bianchi che saltava, batteva le mani, cantava in coro: “Io vagabondo”, “sapore di sabbia”, “ho difeso il mio amore”, “Dio è morto”, quanta nostalgia per i tempi che furono, che ricordi, un tuffo nel passato, 30 anni sono volati davanti agli occhi, da sotto il palco non ci siamo più mossi!

Che emozioni! Come le canzoni-poesie di Fabio Concato e il violino magico di Mario Renzi alla festa-fiume di Aspra; ragazzi 10 giorni di festa, esagerati! Peccato per la pioggia che ha interrotto il concerto di Concato, emozionante per le poesie-canzoni che colpiscono il cuore della gente proprio in questo periodo con l’anniversario dell’11 settembre dell’assalto alle torri di New York, ci voleva proprio questo momento magico. Belle le corse delle barche, con colori festosi, forti, personaggi pittoreschi, sembrava un quadro di Guttuso.

E la sera altri brividi: sul molo la toccante Ave Maria che accompagnava la processione in mare con la Madonnina che sembrava ballasse sulle onde. Emozioni per i giochi di fuoco sul mare, su una piattaforma: che spettacolo, che botti, tremava il mare, tremavano le baracche degli ambulanti, tremavano i vetri, le case, la gente, stupefatta, a bocca aperta e con gli occhi al cielo, un cielo illuminato a giorno, corredato da tante nuvole assediate dai botti. Non è finita, altra emozione, grande, immensa per tutto il popolo della vallata dell’Eleuterio, da Bagheria a Villabate, da Aspra a Ficarazzi, è stata vissuta nella zona artigianale di Villabate, con la rassegna del Gran Premio della Musica Italiana.

Quante canzoni, quanti artisti, che spettacolo; un vero plauso va all’organizzazione e al Comune di Villabate. Complimenti! Tutto ok, nei parcheggi, nella sicurezza, ordine, calma e tanta, tanta gente felice e spensierata. Chiudo. Domenica mattina, il cielo è grigio, il vento spira verso il largo; passo dalla Crocicchia, che emozione, è deserta, pure sporca, sembra vangata.

Stanno smontando tutto, che tristezza, che silenzio, che malinconia. Con settembre un’altra estate vola via e con lei l’ultima emozione di questo mese strano.

Articolo di Giuseppe Morreale

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