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Ficarazzi: torna “medioevale”

Il corteo storico sceso dalla scalinata del Castello Giardina, illuminato e decorato a festa, ha reso le celebrazioni del SS Patrono un momento di gioia. L’incontro tra il momento religioso e la storia sono stati definiti da un programma curato. Il quadro esce dalle abili mani di coloro che per secoli hanno reso quest’angolo di Ficarazzi l’unione tra i fasti di un epoca e la religiosità di un popolo.

Il fermo immagine è di grande valore: da un lato la scalinata, maestosa e aperta, del Castello nato inizialmente per difendere un territorio e la sua produzione, ricca e prospera di canne da zucchero e uva e finito per essere residenza di una nobile famiglia che per generazioni diventò simbolo del primo nucleo di abitazioni. L’unica residenza nobiliare nata poco distante dalle grandi ville estive di nobili famiglie a Bagheria. Accanto la Chiesa, madre, eretta per volontà di questa nobile famiglia per completare il privilegio su questa terra.

      

Non a caso il SS Patrono di Ficarazzi è rappresentato dal SS Crocifisso che opera di un frate fece parte della Chiesa fin dalla sua costruzione. Il prezioso simulacro, patrono del paese, è chiamato dai ficarazzesi “delle grazie” in segno di riconoscenza per le intercessioni e le guarigioni operate nel corso dei secoli. La rappresentazione storica serve proprio a rivivere simbolicamente l’importanza della famiglia Giardina e della chiesa che nasceva. Lungo la scalinata scendevano gli ospiti della famiglia e, alla fine seguiti dal SS Crocifisso, Luigi Giardina e Massa Grimaldi, Marchese di Santa Ninfa, figlio di Elisabetta del Castrone, insignito del titolo di Principe di Ficarazzi nel 1736. Una sfilata in abiti d’epoca che culmina con la donazione del Santissimo Crocifisso dalla Famiglia alla Chiesa.

Una donazione simbolica ricca di significato perché probabilmente non avvenuta storicamente ma che rappresenta la nascita del nostro comune, la fondazione del primo nucleo non solo stabile ma ben rappresentato. Dopo la processione per il Corso principale del paese. Un lungo percorso in religioso silenzio a venerare il Crocifisso. Al ritorno i giochi pirotecnici che con il loro fragore, la maestosità dei fuochi e l’intensa luce hanno segnato la fine di questa bella esperienza voluta fortemente dall’attuale amministrazione comunale e che ha trovato in Padre La Sala e Padre Giovanni Pipia le giuste persone per realizzarla. Ovviamente non si possono che ringraziare le Suore Teatine che con sacrificio e dovere mantengono il Castello dal 1930, anno in cui lo hanno ricevuto in dono dal cavaliere Macchiarella, ultimo proprietario.

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La Castellana ha visto sfilare decine di abiti d’epoca, anche di paesi lontani, e l’organizzazione non è stata semplice. Solo il lavoro dei volontari Angela Martorana, Gigino Bellanca, Rosa Rini e Gina Rini, coordinati e seguiti da Franco Bellanca, esperto del Sindaco per le tradizioni ha permesso la buona riuscita della manifestazione. E scusate se ho dimenticato qualcuno.

Emanuele Tribuna

Ecco la galleria immagine:

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