Filippo Fiorelli, l’aquila di Ficarazzi tra i “grandi”. 4° in classifica generale

Giro di Sicilia 2022… 2^ tappa Palma di Montechiari- Caltanissetta… …l’aquila di Ficarazzi tra i “grandi”… 4° in classifica generale
…152 km nel cuore arido dell’entroterra siciliano, tra paesaggi da cartolina e deserti lunari, un tracciato ricco di saliscendi e con poche città lungo il percorso, dal paese del Gattopardo a Falconara, sullo sfondo i centri di Butera e Niscemi, gente a fare ala a Mazzarino e Barrafranca, Pergusa, il circuito e il suo lago, i velocisti passeggiano, gli scalatori alle falde di Enna si scuotono, Molina e Masotto danno il via, ma escono dalla balena in 7, Nordal, Benett, Rocchetta, Rosa, Romero e Gandin, cedono i primi attori di Bagheria Malucelli e Moschetti ma non molla il nostro Fiorelli che guida con autorità la sua pattuglia; su per i tornati della vecchia Castrofilippo e il GPM è di Gandin, secondo è il colombiano Mancipen, da Enna giù per il fondovalle tra colline verdi e deserte, tra canyon e gole.

Il gruppo si compatta, davanti è la Nazionale che tira, l’Astana di Nibali dà il cambio, in attesa ma vigili Fiorelli e compagnia che tengono bene il ritmo. Movimentano gli ultimi 20 km Gandin e Rico ma Nibali passivo lascia spazio, Scaroni con Fedeli e Caruso stanno sempre in prima fila, che squadra questa Nazionale Italia!

Cadono in parecchi, De Cassan, Jensen, una maglia viola a terra, cuore in gola, no, non oggi! Filippo è lì con i primi del gruppo, a terra è il giovane Covili; il tunnel, la città nissena è lì dopo la rotonda inizia una salita lieve e corta.

Impegna il gruppo che si sfila, l’ampio stradone è faticoso, infastidisce, Filippo resta con i big, ma la Nazionale ha tre uomini che supportano Caruso, la voglia di casa di Nibali lo insidia, l’esperienza di Pozzovivo lo blocca, anche il francese lo supera, Fedeli e Albanese sono sulla scia di Caruso, ma l’aquila scatta, anche se la pedalata non è fluida resta lì a pochi centimetri da quei lupi, sarà Pasqua tra poco ma Filippo non vuole fare l’agnello, con grinta e decisione è 8°, guardando chi lo ha preceduto il rammarico non supera quello dello sprint di Bagheria, la storia, la leggenda, le vittorie si costruiscono con pazienza e prudenza e queste doti non mancano al nostro campione, infatti la posizione in classifica generale, 4° a soli 9 secondi da Caruso primo, davanti due mostri sacri del ciclismo italico, Nibali e Pozzovivo alla fine lo ripaga, ragazzi il sogno continua…e domani scaliamo la…Scala dei Turchi…

Giuseppe Morreale

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