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I “Passavolanti di Vicari”, i sapori della memoria

passavolantiCome le madeleine di Proust, il dolcetto burroso a forma di conchiglia imbevuto nel tè, anche i passavolanti sortiscono l’effetto di richiamare alla memoria i ricordi  attraverso l’olfatto e il gusto, i sensi più sentimentali, più soggettivi e meno trasmissibili.
Delizia locale talmente caratteristica da essere divenuta il simbolo dolciario di Vicari, l’assaggio di questa prelibatezza, che chiamare semplicemente biscotto ne sminuisce l’eccezionalità, ci riporta all’atmosfera romantica del quartiere Terravecchia, ai personaggi nostalgici del castello arabonormanno, all’ambiente ricamato di Palazzo Pecoraro Maggi, agli interni delle chiese barocche come la parrocchia di San Marco, riconoscibile a distanza per le caratteristiche ceramiche colorate sulla punta del campanile.

La leggenda locale racconta che questi dolcetti furono inventati nel ‘700 tra le colline verdeggianti e ondulate a perdita d’occhio
della Chianotta (piana) di Vicari, un tempo transitata da cavalieri in arme diretti al loro passatempo preferito, la caccia nei boschi. In occasione del matrimonio della figlia del re, i monaci del convento di San Francesco sperimentarono questa specialità dolciaria per omaggiare gli invitati della sposa. Immaginando che al matrimonio partecipassero circa cinquanta persone, prepararono una quantità di biscotti sufficiente per quel numero di invitati.

Con loro sorpresa, arrivati al castello notarono che gli invitati erano molto più numerosi e che i biscotti non sarebbero bastati
per tutti. Allora pensarono bene di farli passare velocemente tra la folla e solo coloro che sarebbero riusciti a prenderli al volo, li
avrebbero assaporati. Da questa trovata dei monaci, i dolcetti presero il nome di “passavolanti”.

L’ingrediente principale è la mandorla, emblema della produzione agricola di Vicari, alla quale in giugno è dedicata anche una sagra. La preparazione di questi biscotti è semplice ma lunga. Zucchero e uova vengono lavorati fino a creare un composto bianco. Il battuto viene lasciato riposare e successivamente rimescolato a intervalli regolari. Appena lo zucchero si scioglie completamente e le uova sono montate a regola d’arte, si aggiungono le mandorle tostate, una grattugiata di scorza di limone, una spolverata di farina e un pizzico di cannella. Con un cucchiaio si ricavano i vari biscotti da disporre sulla teglia che viene infornata per mezz’ora, preferibilmente in un forno a legna e quasi freddo, in modo che il leggerissimo impasto non bruci. Nei migliori panifici di Vicari è possibile gustarne il sapore leggero e friabile e sentirsi, come nel settecento, un fortunato ospite al matrimonio della figlia del re.

 Passavolanti: Ricetta e preparazione 

Ingredienti: 
800 gr di mandorle tostate e sbucciate
800 gr di zucchero
180 gr. circa di farina per dolci
una buccia di limone grattuggiata,
un pizzico di cannella
5 uova
Preparazione:
Battere a lungo con un cucchiaio di legno le uova e lo zucchero, aggiungere le mandorle e incorporare lentamente la farina. Porre in una teglia un cucchiaio di impasto per ogni biscotto e mettere in forno ad una temperatura di 100 gradi per 30 minuti. 

Articolo apparso sul “Settimanale di Bagheria” a firma di Giusy Sciortino

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