Il gioco delle pignatte è stato un piccolo successo

Quando ho visto la copertina del mensile Controcorrente n. 219 dedicato all’estate ficarazzese che fu mi è salita una certa nostalgia. Nella foto di copertina ci sono anch’io, in quella calda estate, a partecipare alla rottura delle Pignatte e alla Ficarazzi Raid. Non ricordo neanche più l’anno, forse il 1991. Ho letto con un certo interesse l’editoriale del caro direttore Michele Manna che fa un’analisi precisa sul passato e presente di questo piccolo paese. Però la memoria è ancora molto viva e la riproposizione di quell’estate oggi è impossibile. Mancano le basi del divertimento. Quando finiva la scuola e si era liberi dall’aiutare i genitori al lavoro si andava a mare in bici e solo qualcuno aveva il ciclomotore. Nessuna tecnologia ti distraeva ed internet era ancora lontana dall’imporsi come passatempo principale. L’estate ficarazzese di fine anni ottanta non è ripetibile in nessun modo. Potrò sbagliarmi, ma i giovani di oggi non hanno nessun interesse a partecipare alla rottura delle Pignatte o alla caccia al tesoro. I giovani oggi si riuniscono prima su facebook, si scambiano sms alla velocità della luce e poi si incontrano in un posto qualsiasi. Il muretto è morto sostituito dal wall che è sempre un muro ma virtuale. Nessuna fatica nel comunicare e nessuna fatica nell’incontrarsi.

La mobilità è ad un punto tale che le distanze chilometriche non fanno più paura a nessuno. Sarò io che non riesco più a seguire i cambiamenti delle nuove generazioni ma li vedo ben lontani dal percepire il divertimento che trent’anni fa si aveva nel rompere una pignatta. Non era solo un gioco ma una situazione ed una sfida tra amici di paese. La foto lo dimostra ed immortala bene quello che è un sentimento. In quella foto di copertina siamo due o tre generazioni insieme in un gioco con solo una bici per muoverci e senza telefonini ed internet. Il luogo di incontro era un muretto o il corso Umberto e si passeggiava. Oggi non si incontra più nessuno, ognuno crea il suo wall digitale e si va avanti. Generazioni diverse.

        

Periodi diversi. Per questo credo proprio che il gioco delle pignatte e la Ficarazzi raid non potrà neanche lontanamente essere come quelli degli anni 80, indipendentemente da chi la organizza e da chi la sostiene. Sono cambiati i ragazzi ed i modi di vivere e non c’è spazio per le cose “banali” come le pignatte. La piazza San Pio era piena oltre la mie più rosse previsioni ma guardando attentamente quell’andamento del gioco non posso rivedere il centinaio di ragazzi che si davano battaglia. E’ stato un successo forse anche più ampio rispetto al passato ma perché oggi è difficile arrivare ai giovani.

Errore, il gruppo non esiste! Controlla la tua sintassi! (ID: 3)

Ecco la galleria fotografica dell’evento:

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