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Il libro:PERCHE’ UCCISERO MUSSOLINI E CLARETTA di Servello e Garibaldi

La copertina del libro

Un libro per far luce su uno dei capitoli più oscuri della storia italiana del Novecento. Chi ordinò la fucilazione di Mussolini, l’assassinio di Claretta Petacci e le sedici uccisioni di Dongo? Come fu possibile definire “gerarchi fascisti” un capitano d’aviazione come Pietro Calistri e un impiegato ministeriale come Mario Nudi? Quale organo giudiziario emise quelle sentenze di morte? Nessuno. Oppure “Nessuno…che si possa dire”.
A 66 anni dai fatti che determinarono l’esordio dell’Italia postfascista, è forse arrivato il momento di conoscere la verità. Vi si impegnano, con il loro libro dal titolo «Perché uccisero Mussolini e Claretta. Oro e sangue a Dongo», edito da Rubbettino, Franco Servello e Luciano Garibaldi.
Pezzo forte del libro è la riscoperta delle coraggiose e, per molti versi, sensazionali inchieste pubblicate sul “Meridiano d’Italia” tra le quali quella sull’oro di Dongo: la sua consistenza (pari a 5 miliardi di euro odierni), chi se ne impossessò, chi assassinò il “capitano Neri”, la partigiana “Gianna” e tutti gli altri che si opponevano alla grande rapina. Fu quell’inchiesta a segnare la sorte di Franco De Agazio, assassinato a Milano dalla “Volante Rossa”. Il libro è arricchito da un testo fondamentale, fino a oggi ignorato: le dodici puntate-scoop scritte per il “Meridiano” da uno di coloro che avrebbero dovuto essere fucilati a Dongo e che riuscì invece a sfuggire alla morte, pur assistendo, nascosto tra la folla, all’atto di nascita – tra l’oro e il sangue – della Prima Repubblica.

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