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Il Mensile Controcorrente è giunto al numero 200

Il Mensile ficarazzese Controcorrente è giunto al numero 200. Un bel traguardo raggiunto cn la tenacia e la determinazione di chi crede nell’informazione. Pubblichiamo per intero l’editoriale scritto per l’occasione da Giuseppe Morreale. Noi siamo quelli che hanno la vanità di essere primi anche nel peggio, ma qui abbiamo anche la luce che ha una qualità che non si trova in nessun altro posto del mondo, una luce che dà alla testa, ma stringe dentro un pugno il cuore, una luce che porta vita e morte. Noi siamo quelli che hanno la voglia di ricordare, di raccontare con gioia il passato, la memoria che ci riporta i motivi e i tempi della giovinezza.

E con il nostro Giornalino, presente 200 volte nell’arco di 11 anni nelle nostre case, in tutti i negozi, letto mentre si aspetta dai barbieri, sfogliato nelle macellerie mentre conzano la salsiccia, “rubato” di nascosto nei bar, commentato a pagine aperte davanti le sezioni, atteso con trepidazione dalle varie fazioni politiche, lodato da anziani che rivivono attimi, momenti tristi e allegri della loro vita passata.
Facciamo vedere il mare cristallino della Crocicchia, tra le pietre bianche, risentiamo il “rombo” di un milione di cicale al pomeriggio e le falci di luna nel silenzio delle sere dal cielo stellato, ma abbiamo perso pure le stelle…!  Questo ci rende allegri e c’incanta nell’evocare un mare di memorie che, come guidate da un preciso disegno, in pochi istanti ci illustrano la storia, la vita di Ficarazzi.

Raccontare il presente è una sorta di dovere e noi lo facciamo testimoniando con racconti, interviste, articoli di colore, ritratti di personaggi della vita politica e culturale; dando voce a Consiglieri ed Assessori, raccontando le varie diatribe, i contrasti, piccoli complotti, simpatiche querelle, maliziosi tradimenti, i tanti retroscena che si consumano all’ombra del “Palazzo”.

Ma occorre ricordare il passato e noi lo raccontiamo con realtà miste a fantasia, storie vere e inventate, con un unico denominatore, la memoria e coloro che l’ hanno creata. Chi sarebbero stati mai costoro senza il nostro inchiostro: campagnoli, muratori, scarpara, putìara, venditori ambulanti, abbanniatori, vaccara, sarti, cavaddari, sanzala, cartiddari, carrittieri, stagnatari, chi li avrebbe ricordati? Parlare della Chiesa a volte non è facile, ma noi ci siamo, forse, riusciti ricordando Padre La Rocca, la precisione di Padre Vitellaro, la bontà di Padre Passamonte, il dolore per la scomparsa di Padre Napoleone e Padre Cannizzaro, che il Signore ha chiamato a sé agli albori del Sacerdozio.
Iniziò nel lontano 1999, era febbraio,uscì il primo numero di “Controcorrente”, 11 anni di Copertine che raccontano grazie al lavoro costante, impegnativo di Michele Manna, il Capo, sempre pungente con i suoi Editoriali; di Giuseppe Compagno con i suoi “Pensieri e Riflessioni”, per molti interessanti, per altri barbosi; di Salvatore Nola con i suoi pezzi politici; di Emanuele Tribuna con il suo Web; di Padre Passamonte con la sua “Pagina Religiosa”; di Enzo Cuciniello con le sue struggenti Poesie; di Maria Luisa Domino, oggi Giornalista; di Anna Maria Cipolla, Segretaria di Redazione, di tanti altri collaboratori che hanno fatto “camminare” il Giornalino. 11 anni, 200 copie a raccontare
Il Caos dell’immondizia, il Fiume si ribella, La Nuova Stazione, Villa Merlo, il Nuovo Municipio, Il Relax Park, la Statua del Papa, il Lupo e San Francesco, La Scuola di Via Dell’Aia; Le code all’Ufficio Postale, La Farmacia che non c’è, La “moda” al Castello, Piazza Padre Pio, Habemus 10.000 Abitanti, L’Ulivo, L’Immacolata, La Sagra dello Sfincione, Le
Donazioni di Sangue, Il Mare, La Crocicchia, Le Cooperative, La Campagna Anti 30 orari sulla Litoranea, Il premio Palumbo, Il Divieto di Sosta, I Parcheggi che non ci sono, Le Campagne elettorali, I Morti, Il Piano Regolatore, La Campagna anti smog, L’Isola Pedonale, L’Addio a Padre Passamonte e tante altre Copertine che scorrono come un film, con le immagini, le foto, i servizi, che raccontano la nostra gente, perchè tanto caos, tanta confusione, perchè tanto
male, tanto dolore, perchè tanta bellezza scaturita dalla nostra terra, sprigiona tanta violenza.

Ammiriamo immagini felici, gioiose, maglie sudate, volti bruciati dal sole, il pallone al Chiano, il pallone al Martinetto, ai Quattrociocchi, i giovani che corrono sono diventati grandi, un Torneo di Bastiano e i bagni ai Crastonelli, spogliatoi all’aperto, niente docce, ma abbiamo raccontato le più belle partite del mondo. Abbiamo dato anche voce al popolo, alla gente comune e alla gente che ha scritto pagine della storia di questo Comune, abbiamo parlato di Nino Reina e di Carruzzu, del Dottore Clemente e di Andrea Puglisi, di Pietro Ceruso e di Carru Saverino, del Profeta e di Cicco “Oss Oss”, di Don Pietro Mezzatesta, del suo Cinema e di don Ciccio Giallombardo e la sua Arena, di Pasquale Realbuto e di Gino Lanza, della Fiamma e della Falce e Martello, delle battute di Pietro Santospirito e di Turiddu Bisconti, di don Manuele Bisconti e della sua Audax, della Polisportiva Ficarazzi e di Nicola Sardina, di tutti e di tutto. La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.

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