Il mio programma elettorale se fossi candidato a Sindaco di Ficarazzi

Facendo un giro sui social network e guardano inaugurazioni e aperture di campagne elettorale, mi sono chiesto che programma elettorale avessi scritto se fossi stato io un candidato a Sindaco del mio “paesino”.
“Paesino”, prima della costruzione di migliaia di abitazioni, è un diminutivo che mi piace utilizzare per rimanere ancorato al passato, quando ero un giovanotto e Ficarazzi contava seimila anime… oggi siamo a quasi quindicimila e per me rimane un “paesino” cresciuto male.

Ritornando al programma elettorale ho diviso in punti per avere un quadro generale delle cose che farei se fossi eletto sindaco…

Incrocio e allagamenti

Quando andavo a scuola con l’autobus, alla fine degli anni ottanta, ogni tanto le forti piogge allagavano l’incrocio di fine paese. Oggi le piogge abbondanti sono sempre più frequenti e la storia dell’allagamento è diventata una banale routine. Sono passati oltre trent’anni e su quell’incrocio continuano le passarelle di politici locali e regionali, ma anche nazionali. L’unico lavoro fatto è il semaforo che segnala che c’è un allagamento in corso che solo un cieco non vedrebbe… Io posso dire che dell’incrocio non farei menzione nel mio programma elettorale perchè altrimenti vi prenderei per il culo… Rimarrei nella speranza che con i miliardi di euro del PNRR si potesse finanziare un progetto… ma solo una speranza, niente di concreto.

Pannelli Fotovoltaici e risparmio energetico

Il conflitto in Ucraina ha messo a nudo il fatto che dipendiamo troppo da fonti energetiche esterne all’Italia. Nel nostro piccolo possiamo costruire pannelli fotovoltaici e solari in tutti gli edifici pubblici. Un notevole risparmio di energia elettrica e di emissioni di Co2 in atmosfera… Installerei i pannelli fotovoltaici sopra il tetto della casa comunale e darei sistemazione a quelli delle scuole. Infatti, abbiamo o avevamo i pannelli nelle scuole, ma non abbiamo notizie circa il loro funzionamento. Sono stati installati con fondi statali e regionali molti anni fa. Appena eletto, entro un mese, cosi come già promesso cinque anni fa dall’assessore di turno, farei allacciare i pannelli all’impianto della scuola e alla rete elettrica nazionale.
Abbiamo speso tantissimi soldi e vorrei che i pannelli fotovoltaici funzionassero sopra i tetti delle scuole e in tutti gli altri edifici pubblici.

Pur avendo tre impianti fotovoltaici non credo abbiamo risparmiato un solo chilowattora e un solo chilogrammo di Co2, ma potrei sbagliarmi ed essere smentito dai fatti.

Dissesto e Coinres

Il dissesto economico dell’ente è acqua passata e di certo non possiamo dare colpa a Paolo Martorana, sindaco negli ultimi dieci anni, durante un periodo nero per le casse comunali. Il dissesto, secondo il Sindaco uscente, fu colpa del Coinres che non è stato voluto da Pino Cannizzaro, anche lui sindaco per dieci anni, ma dalla Regione. In Consiglio Comunale volarono parole di ogni genere, ma, ora, per il bene superiore del paese, pace fatta tra i due e alleanza in corso, io sono contento. Rimangono i debiti ed il fallimento da pagare con tasse al massimo che pagheranno i cittadini per i prossimi secoli. Visto che questo è un dato di fatto, proverei, quantomeno, ad offrire servizi adeguati e migliori ai cittadini. Un ente comunale puntuale e affidabile con dipendenti a tempo pieno e senza part time. Il Sindaco Paolo Martorana ha iniziato la strada, io continuerei sul miglioramento dei servizi basandomi sulle professionalità dei dipendenti comunali. Le tasse sono al massimo, almeno garantiamo i servizi, anche quelli non essenziali.

Commercio

I commercianti si sentono abbandonati a loro stessi da uno stato e da un ente comunale, nel peggior periodo della storia italiana dal dopoguerra. Abbassare le tasse locali, cosi, come è stato fatto, non è utile ne sufficiente. Io istituirei un comitato dei commercianti che lavorasse per la categoria, cercando finanziamenti e proponendo progetti da realizzare. I commercianti e gli artigiani sono l’unico tessuto produttivo del paese e bisognerebbe dargli la parola per capirne le necessità.

Raccolta differenziata e ambiente

La raccolta differenziata è l’unica strada possibile da percorrere. Il sindaco uscente ha fatto partire la gara sul servizio dei rifiuti e la raccolta differenziata è salita, superando il 50%. Rimane da valorizzare questa raccolta e renderla produttiva per le casse comunali. Quelle isole ecologiche sparse per il paese non sono certo la soluzione. Bisogna riorganizzare il servizio dei rifiuti e renderlo a misura di cittadino. Solo il cittadino consapevole e servito, determina la qualità della raccolta differenziata.

Sport e cultura

Negli ultimi due anni l’elettroencefalogramma dello sport e della cultura è inesorabilmente piatto. Le strutture per lo sport sono tutte chiuse. Le società sportive sono scomparse e rimangono solo i testardi a battersi per lo sport, sia esso calcio o pallavolo. Il palazzetto dello Sport è stato dato in concessione solo ultimamente, dopo un lungo periodo di stop e questo ha reso felice molti ragazzi che ritornano alla pratica sportiva. Negli ultimi mesi è ritornato il calcio con una squadra in terza categoria. Bisognerebbe dare un campo a chi vuole ancora calciare un pallone.

Tutto questo è appena sufficiente per non piangere. Rimane tanto da fare. Bisogna riaprire e creare nuovi impianti sportivi, agevolare la nascita e la crescita delle associazioni sportive e far ritornare i ragazzi allo sport. Si pensi ai campetti del Martinetto, chiusi, vandalizzati e abbandonati alla salsedine.

La cultura, poi, è la grande assente nell’immenso dormitorio in cui è piombato il paese. Le attività culturali e ricreative sono le grandi assenti e non possiamo dare colpa alla pandemia. Erano morte anche prima. La pandemia ha dato solo il colpo di grazia. Bisogna invertire il trend negativo e ritornare a sognare. Riportare in vita le tante cose belle che si erano create. La Via Crucis, il Premio Palumbo, le giornate dedicate allo sport e all’ambiente, lo sfincione (“o spincione” non lo saprò mai) ficarazzese. I laboratori creativi per i più piccoli, la ricerca del passato e le tradizioni.

Villa Merlo

L’unica cosa che si è fatto a Villa Merlo è stata comprarla per destinarla all’oblio. Gli unici soldi spesi sono stati per l’impianto di irrigazione del nulla e il parco giochi fantasma. Per il resto la struttura è andata perduta, solai a terra e spazi esterni abbandonati. Un set per il cinema se si cercassero luoghi per scene post-apocalittiche. Dovrebbe, invece, essere un polo culturale e di istruzione, magari con una convenzione con l’università di Palermo, un luogo di rappresentanza per il paese. Immaginate la Villa nel massimo del suo splendore, immersa nel verde di un giardino mediterraneo e luogo di studio per le eccellenze agrumicole del palermitano.
Orto condiviso e didattico dedicato alle scuole, macchia mediterranea e agrumicoltura, specie autoctone e meravigliosi spazi verdi. Un sogno ad occhi aperti. Per fortuna i miliardi del PNRR faranno rivivere la Villa Merlo e di questo siamo contenti. C’è voluta una pandemia e 200 miliardi dell’Unione Europea per sperare nella ricostruzione della villa e del suo giardino.

Cari lettori (no elettori) ci sarebbero tanti altri punti del mio programma che vorrei mettere a vostra disposizione, ma il tempo è limitato e le risorse (i sogni) pure. Se volete commentate e, comunque, spero che i veri candidati a Sindaco di questo paesino possano realizzare quelli che io chiamo sogni. spetta a loro amministrare questo paese e spero che lo faranno nel migliore dei modi.

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