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Il paese delle meraviglie

Diventa sempre più difficile, man mano che passa il tempo, stilare un editoriale per dare inizio alla pubblicazione di questo giornale. Ficarazzi è diventato, e di questo ne siamo fieri, un paese felice dove tutti vanno d’accordo, tutti si vogliono bene e, grazie anche all’avvento dei social network, i messaggi d’amore che si scambiano, le varie componenti della nostra variegata società, sono ormai all’ordine del giorno.

Dal palazzo i “ti voglio bene” entrano ed escono come uccellini primaverili dal nido e dalla base della nostra collettività l’affetto che viene rimandato verso il palazzo è commovente e devo ammettere che, ogni volta che ho un po di tempo (pochissimo purtroppo) per “naschiare” qua e là questi dolcissimi e teneri commenti e considerazioni su tutto quello che avviene nel nostro paesino, che qualche lacrimuccia mi esce furtiva dalle ghiandole lacrimali.

Purtroppo, in questo paese di Bengodi, non possiamo non evidenziare l’altra faccia della medaglia, una faccia che ci crea seri problemi editoriali, in parole povere il nostro problema sta nel fatto che in un contesto dove non succede nulla, dove tutto va bene, dove tutti sono felici e dove tutti si vogliono un gran bene come si fa a riempire un giornale di notizie? Se non ci sono contraddittori, se non esiste l’opposizione, se nessuno critica, se nessuno incontrandoci ha qualche lamentela da pubblicare, se proprio tutto va a gonfie vele noi come facciamo a tirare avanti? Quasi quasi rimpiangiamo i tempi di Pino Macchiarella quando fare informazione era una battaglia giornaliera ed onestamente ci sentivamo importanti.

Oggi avere una squadra con Antonella Tribuna, Giuseppe Macchiarella (omonimo), Giorgio La Bara, Orazio Criscenzo, Anna Cipolla, Rosanna Chinnici, Massimo Monti, Gianluca Pedone e mi scuso se dimentico qualcuno, sarebbe come avere la squadra del Barcellona senza un campo di calcio dove giocare. In questo numero per dare un po di sale al nostro decennale “Controcorrente” ci siamo “quasi inventati” un problema molto serio che riguarda gli “ormai” ex proprietari delle loro case costruite a ridosso della litoranea e che, inesorabilmente, dovranno abbandonarle a seguito dell’acquisizione ai beni comunali, molte di queste sono costruite a monte del viale Europa ed un tempo si pensò di “salvarle” istituendo la cosiddetta zona della cosiddetta “Ficarazzi Marina” ma di questo progetto non se ne è saputo più nulla.

Di contro abbiamo finalmente risolto il problema dei tir che transitavano (ormai ne parliamo al passato) per il nostro corso, la soluzione dell’ordinanza che li rimanda indietro agli ingressi del paese (stile incontro di tennis) è talmente semplice che ci chiediamo come mai non ci abbia pensato prima nessuno sottolineando anche il fatto che a Ficarazzi in quasi 80 anni e con decine e decine di amministrazioni che si sono succedute dal dopoguerra ad oggi non si è mai riusciti a creare una alternativa al corso principale e c’è voluta una vera e propria “illuminazione celeste” per sfornare una soluzione geniale frutto di una intelligenza fuori dal normale.

Prima di lasciarvi alle notizie del nostro giornale due pensierini: Il primo è un grazie a Franco Bellanca (che io definisco il Peppuccio Tornatore di Ficarazzi) per continuare imperterrito a tenere in vita una delle più belle tradizioni del nostro paese, “La Via Crucis Storica”. La manifestazione non ha mai avuto una periodicità annuale ed ogni volta che è stata realizzata, almeno negli ultimi decenni, ha sempre avuto delle personalità particolarmente insistenti che ne hanno garantito, anche dopo anni di silenzio, il ritorno in piazza.

Ricordo l’impegno di Ginetto Macchiarella negli anni ‘90 con le dirette tv “pirotecniche” della vecchia Teleficarazzi ed oggi, con tempi decisamente più sobri, l’inossidabile regista Franco Bellanca riporta la passione e morte di Cristo davanti al castello Giardina, e già che ci siamo speriamo che qualcuno (non so proprio chi possa essere) dia una occhiata all’imponente scalinata seicentesca con la consapevolezza che probabilmente alla prossima rappresentazione non ci sarà più visto che potrebbe crollare da un momento all’altro. Infine vorrei esprimere un pensiero a coloro che nelle scorse settimane ci hanno lasciato. Ignazio Spanò è stato uno dei personaggi che in tutta l’evoluzione dell’informazione locale a Ficarazzi, a partire con la radio nel 1977, c’è lo siamo sempre trovati a fianco e disponibile in tutto e per tutto ad aiutarci in qualsiasi modo.

Cordiale, sempre allegro e con un modo di fare che ti incoraggiava sempre ad andare avanti. Ho ricordi personali bellissimi che tengo per me ma quello che vorrei pubblicamente evidenziare è il suo grande e continuo contributo morale che in quasi 40 anni ha dato alla nostra attività, ogni volta che ci veniva a trovare (radio prima, televisione dopo e negli ultimi anni al giornale) era sempre una festa.

Lo chiamavamo “grande presidente” e non soltanto per la sua mole imponente. Durante la sua guida di “Casartigiani” realizzò anche lì un periodico ed un giorno mi chiese di dirigerlo. Nei fui contentissimo e tutt’oggi quel giornale porta ancora la mia firma, una delle pochissime opportunità che il presidente mi ha dato di poter ricambiare l’immenso contributo che in tutti questi anni ci ha dato.

Infine un doveroso ricordo ai due ragazzi che nello scorso mese ci hanno lasciato. Il poliziotto Daniele Guccione deceduto a seguito di un incidente stradale e la tragedia del giovane Ninni Lo Cascio, una scomparsa improvvisa che ha colpito l’intera collettività.

Buona lettura

L’Editoriale di Michele Manna pubblicato nell’ultimo numero di ControCorrente

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