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Il ricordo di Francesco Tralongo di Gioacchino Marsala

Stanotte mi ritrovo a scrivere un post che non avrei mai voluto mettere nero su bianco.
Non so nemmeno da dove cominciare, tanti sono i ricordi che affollano la mia mente, ma sento il bisogno di dare voce alla mia grande tristezza perché Francesco Tralongo non è più tra noi.

Quando iniziai a fare politica nella nostra Ficarazzi con Alleanza Nazionale, correva l’anno 2004 e tu non eri più in prima linea, ma rimanevi per tutti noi di Azione Giovani, un punto di riferimento. Ricordo le chiacchierate di ore e ore a casa tua, a volte sotto lo sguardo di tua moglie Annetta e di Marco, a parlare della guerra, di mio nonno che non ho mai conosciuto, del Fascismo e della fondazione del Movimento Sociale Italiano a Ficarazzi.

Sembravamo due coetanei nonostante 60 anni di differenza. Perché tu eri giovane dentro, avevi ancora il fuoco nelle vene ed il tuo sguardo si accendeva quando si parlava di Patria, politica e Ideali a differenza dei “giovani vecchi” di oggi. Ci fermavano soltanto una cena fumante ed il mio telefono scarico per le chiamate dei miei familiari che mi davano ormai per disperso. 

Già perché tu eri tra i padri fondatori del MSI a Ficarazzi, negli anni difficilissimi del dopoguerra, il pilastro di quel partito e tutto ruotava attorno a te. Un personaggio che sembrava uscito da quelle narrazioni che fa Pietrangelo Buttafuoco quando ricorda le storie del MSI siciliano. 

Mi raccontavi che “i ragazzi della via San Martino” costituirono il primo nucleo che aprì la sezione del MSI di fronte l’attuale Chiesa Patellaro. 

Patria, anticomunismo, lotta alla mafia sempre e dovunque, lotta contro i separatisti siciliani sono alcuni degli Ideali che infiammavano gli animi dei nuovi iscritti.

Si disegnavano a mano dei manifesti per poi affiggerli con la colla autoprodotta e con l’ausilio della scala. Una volta venne disegnata anche una grande fiamma e venne illuminato il balcone. 
Militanza, Passione , Impegno. Tanti anni da consigliere comunale. 

Tu, mite di carattere, mi dicevi che ti trasformavi in un leone quando si trattava di portare avanti la battaglie del partito. Ti eri guadagnato sul campo il rispetto di tutti, soprattutto degli avversari. La tua limpidezza, la tua onestà, il tuo anteporre l’interesse del partito anche all’affermazione personale e alla carriera politica. Una persona colta, preparata e curiosa. Sei rimasto fedele al MSI e non hai scelto i partiti del potere.

Fedele ad Almirante e a Fini. Già, Fini. Ricordo quando negli ultimi anni lo criticavo sempre e volevo (inutilmente) farti cambiare idea su di lui, ma tu non ci pensavi minimamente ed eri e sei rimasto un finiano di ferro. Ho sempre apprezzato la tua coerenza. Ricordo i libri di storia che mi prestavi, gli insegnamenti di vita che mi hai dato, mi ribadivi sempre che noi missini (e di destra) eravamo diversi, noi non odiavamo i nostri avversari politici e i discorsi sulla cavalleria e sulla lealtà. Mi rimproveravi bonariamente per la mia “esuberanza”. Ma lo sapevi, i giovani sono fatti così, idealisti che vedono o tutto bianco o tutto nero, senza vie di mezzo.

In sezione sei venuto a parlare più volte, mi ricordo in particolare una vera e propria “lectio magistralis” sull’Unità d’Italia. Ti avevamo data pure la tessera ad honorem di Azione Giovani, tu ragazzo nato nel ‘25, eri dei nostri!
Ti ho sempre considerato un esempio e quando ti guardavo mi dicevo : “Ecco, alla sua età vorrei essere proprio come lui”. Una vita piena vissuta e spesa al servizio di una Causa Ideale. Ogni anno non mancavi mai alla commemorazione di Paolo Borsellino a Ficarazzelli ed è questa foto che ho deciso di pubblicare.
Adesso sono sicuro che sarai con la tua Annetta, che ho avuto il piacere di conoscere e che era grande amica della zia Domenica. E poi andrai a chiaccherare con Almirante, con Guido Virzì, Gino Lanza e tanti altri…

Ciao Ciccio, che la terra ti sia lieve! Porterò il tuo ricordo ed i tuoi saggi insegnamenti nel mio cuore con affetto e per sempre.
Un abbraccio affettuoso e ancora condoglianze ai suoi figli ed ai suoi familiari.

“Vorrei tanto che, quando non ci sarò più, si dicesse di me quello che Dante disse di Virgilio:
«Facesti come colui che cammina di notte, e porta un lume dietro di sé, e con quel lume non aiuta se stesso: egli cammina al buio, si apre la strada nel buio, ma dietro di sé illumina gli altri.»
Giorgio Almirante

 

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