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Il servizio idrico ritorna ai comuni. Ficarazzi dovrà rispondere.

Le “Acque Potabili Siciliane” sono fallite e la gestione della rete idrica è al collasso. I comuni che hanno aderito obbligatoriamente all’Ato Idrico come Ficarazzi si ritrovano a dover affrontare una serie di problematiche per evitare che i cittadini abbiano un disservizio dal fallimento.

La strada è molto tortuosa e comprende anche i lavoratori, circa duecento, che lavoravano per la San Giorgio Spa che aveva vinto l’appalto trentennale.

La rete idrica e fognaria è sotto la gestione dell’APS e in caso di guasto nessuno può intervenire. Per questo dopo diverse riunioni si è stabilito che il Comune può ritornare a gestire la rete idrica e fognaria e, quindi, intervenire nei problemi di distribuzione. Però alle parole devono seguire i fatti ed i comuni sono nelle condizioni di accettare il ritorno della rete e di adoperarsi nel mantenere efficiente il servizio. Occorrono però fondi e uomini che il Comune deve reperire al suo interno e, nel frattempo, cercare di dare in appalto il servizio all’esterno mantenendo la titolarità del servizio.

Passeranno mesi e la Regione nel contempo deve modificare la sua legge. I lavoratori dell’APS saranno licenziati e spereranno che le nuove aziende che prenderanno in appalto il servizio li assumeranno. Intanto dovranno sopravvivere.

Ficarazzi ancora non ha deciso nulla. Entro i prossimi giorni dovrà rispondere alla curatela fallimentare che vuole ritornare il servizio al comune e impostare il servizio di distribuzione. In gioco ci sono anche le cifre che i cittadini pagano all’Aps. Bisogna contabilizzare i consumi e predisporre i pagamenti, inviare le richieste e pagare i fornitori. Tutto questo era in capo all’APS che ora non è più in grado di fare nulla.

Dopo l’Ato rifiuti un altro fallimento, quello idrico, che riporterà tra le file comunali un altro importante servizio.

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