Il viaggio di Cesare verso le sue origini

cesareNon saprei dirvi con certezza dove ho conosciuto Cesare per la prima volta. Abbiamo fatto le scuole elementari insieme alla Tesauro. Siamo cresciuti fra i banchi della scuola media Pirandello. Di scuola aveva solo il nome perchè le aule erano in prestito e facevamo il pomeriggio. Per questo forse non ricordo come ho conosciuto a Cesare, perchè semplicemente siamo cresciuti insieme. Era uno di noi anche se non aveva lineamenti siciliani. Anche se piccoli lo avevamo notato. Sapevamo che le sue origini non eranole nostre. E forse questo pesava un pò sul modo di porsi di Cesare. Anche lui lo aveva capito. In questi casi a qualcuno può venire l’idea brillante di fartelo pesare. Di essere diverso. In realtà a Cesare volevamo bene ed era un bravo bambino. Spesso giocavamo assieme e dopo la scuola ci incontravamo. Poi crescendo la vita ti fa cambiare strada. Ognuno sceglie quello che vuole diventare e prende la relativa strada. Si perdono un pò le tracce, ma restando nello stesso paese si ci incontra sempre e si scambia qualche battuta.

Una cosa però la ricordo. Cesare voleva sapere delle sue origini. Aveva un pallino per la testa. Voleva sapere il suo passato anche se da piccolino era stato adottato da una famiglia di Ficarazzi che lo ama alla follia. I suoi genitori li conosco bene. Sono amici di famiglia e come di dice qui: mezzi parenti. Una cosa è certa: hanno cresciuto Cesare nel migliore dei modi. Non facendoci mancare nulla e avvolgendolo d’amore. Per questo ho grande rispetto per i suoi genitori.

Sono passati oltre quaranta anni e, oggi, Cesare ha deciso di ritornare a Santiago del Cile e a Quinta del Tilcoco dove era rimasto fino a tre anni. E’ ritornato nella casa per orfani che lo aveva accolto. Lui dopo 40 anni è entrato dove ha mosso i primi passi e dove lo hanno cresciuto. Ha trovato ad attenderlo altri bambini come lui. Un incontro che lo ha segnato. Un viaggio nel passato vissuto alla luce della sua vita. Da Ficarazzi a Quinta, come un’andata e ritorno tra due paese tanto diversi che sono profondamente radicati nella sua vita.

Abbiamo voluto scrivere queste quattro righe per esprimere la nostra immensa gioia nel vedere che un bimbo del Cile che ha trovato casa nella lontana Sicilia, in un piccolo paese della provincia di Palermo, dove ha vissuto per quaranta anni, adottato da una splendida famiglia di ficarazzesi sia tornato alle sue origini. Nei luoghi che gli hanno dati i natali. Un viaggio sempre sognato diventato realtà. A Cesare, amico mio, posso dire solo che il destino ti può portare lontano da dove sei nato. Quello che conta, però, è crescere con l’amore nel cuore. Tu sei cresciuto cosi. E noi non possiamo che esserne felici.

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