Intervista a Ino Trizzino

Ino Trizzino, funzionario regionale ed attualmente presidente del consiglio comunale di Ficarazzi. Candidato a Sindaco per la lista “Libertà di Scelta” ha recentemente registrato l’ingresso nella sua compagine del Prof. Pietro Rammacca, fino a qualche giorno fa anche lui candidato alla poltrona di primo cittadino, ma che successivamente ha preferito fare un passo indietro ed aggregarsi alla squadra di
Trizzino riuscendo, almeno nei propositi, a ricompattare una formazione che unisca parte delle forze di sinistra del paese, evento fino a qualche settimana fa impensabile.

Ino Trizzino è entrato ufficialmente in politica nel maggio del 1995 rivestendo il ruolo di assessore. Lo stesso ruolo lo ha ricoperto con Pino Cannizzaro fino al 2004 e dopo, nel 2007, eletto consigliere comunale ha occupato ininterrottamente fino ad oggi la poltrona di presidente del consiglio comunale di Ficarazzi con l’imparzialità che lo ha sempre distinto.

Ino Trizzino una lista che rappresenta parte della sinistra, questo è già un successo? 

Credo proprio di si, inizialmente sono stati loro (il PD) a proporci le primarie, la compagine che rappresentavo in quel momento ha accettato di buon grado la proposta; anche perché per noi le primarie rappresentano un ottima prova di democrazia partecipata. Nel momento che si dovevano registrare le candidature per la scelta del sindaco nessuno si è fatto avanti, allora è stato lo stesso Pietro Rammacca con un intervento di spessore e con l’intelligenza politica che lo distingue, ad affermare che la scelta migliore sarebbe stata quella di unificare le due liste, creando così una compagine di candidati importanti che non sarebbe stata seconda a nessun altra. E
così è stato. Abbiamo insieme valutato i vari candidati e così è nata la nuova lista  di “Libertà di Scelta” in appoggio alla mia candidatura a Sindaco. In questi giorni avrete modo di conoscerli e di vederli in giro a rendere pubbliche le loro idee e le loro proposte  politiche e amministrative.

   

A che punto ritieni che sia la campagna elettorale?

Mancano circa 50 giorni, credo che quattro candidati per il maggioritario siano troppi ma c’è anche un rovescio della medaglia: gli elettori avranno più scelta nell’affidare, con il loro voto, la guida del Paese per i prossimi cinque anni.

Come primo atto in caso di elezione a Sindaco?

Chiunque ha perfettamente capito che siamo in difficoltà economica; il primo atto sarà sicuramente quello di accertare le condizioni economiche in cui l’amministrazione uscente lascerà il Comune; certamente non sono le migliori; sicuramente sarà necessario
operare con molto rigore e con molta serietà. Faccio sempre un esempio: bisognerà comportarsi come un buon “padre di famiglia” il senso è semplice; ridurre le spese inutili e bloccare gli aumenti di tutte le  tasse e i tributi che i cittadini pagano per avere servizi efficienti.
Il risanamento dei conti del nostro Comune non può gravare sui nostri cittadini; non dico che elimineremo i tributi, sarebbe illegale, ma, impegnandoci con la popolazione a non aumentare nessuna tassa, avremo già  raggiunto un ottimo risultato.

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Quale politica si propone di rappresentare per Ficarazzi?

Sogno e sogniamo una politica che sia davvero al servizio dei cittadini che affronti e risolva i loro problemi e che lo faccia coinvolgendoli nei processi. La partecipazione mi pare il punto centrale e comune al quale l’esperienza politica dovrà cercare di dar voce. I cittadini, se correttamente informati e coinvolti, dimostreranno di sapere affrontare  responsabilmente le questioni della propria comunità a fianco dei propri amministratori e non in contrapposizione a loro. Solo così potremo ottenere  grandi e straordinari risultati da tutti i punti di vista.

I cittadini sapranno affrontare e cogliere il cambiamento che “Libertà di Scelta” offre al paese?

Credo di si anche se a volte colgo sentimenti di paura, paura di cambiare, di intraprendere percorsi nuovi, di cui non si conoscono bene i possibili frutti. Noi proveremo a rendere noti questi frutti che sono ottimi sia dal punto di vista del risparmio economico e della coesione sociale. Si tratta di proporre un modello alternativo di società che ormai va delineandosi sempre più chiaramente, fondato su una logica diversa da quella della crescita illimitata che ha dominato l’idea di sviluppo degli ultimi decenni. Vogliamo mettere al centro l’uomo, la
sua qualità di vita, il suo ambiente. La nostra politica nasce dal basso, dai bisogni della gente stanca di promesse mai mantenute.

  

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