La Carnezzeria Sociale

Il Presidente della Regione Sicilia aveva parlato bene. Dopo l’elezione nel suo mandato da governatore siciliano non si doveva parlare di macelleria sociale. Un segnale chiaro alla società civile: non si dovrà perdere un solo posto di lavoro nei settori che la Regione controlla.

Però aveva dimenticato un particolare che a Palermo fa la differenza. Nel capoluogo è uso e consumo parlare di carnezzeria ed, in molti casi, l’uso nelle insegne dei negozi evidenzia come il buon palermitano se ne “frega” del vocabolario italiano.

A Palermo, quindi, il macellaio lascia il posto al carnezziere e cosi a pagarne le conseguenze sono i 190 lavoratori Coinres a tempo determinato che sono stati licenziati il 10 maggio.

Ovviamente a loro è stato applicato il principio della carnezzeria sociale. Sono disoccupati che si uniscono alle migliaia che ogni mese diventano tali.

Avevano atteso l’incontro con il governatore come ultima spiaggia prima di avere aperte le porte del baratro. Però non avevano messo in conto che territorialmente siamo a Palermo ed il Presidente è esonerato dall’applicare il principio sano di evitare la macelleria sociale.

Caso chiuso e soluzioni lavorative di difficile applicazione per questi lavoratori a tempo determinato che dopo sei anni si ritrovano disoccupati. Con tanta pace del vocabolario.

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