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La Cooperativa San Giuseppe del presidente Pinuzzu De Raco “ù coreano”

Era l’estate 1982, l’estate del Mondiale in Spagna, l’estate della Cooperativa S.Giuseppe, una delle tante squadre amatoriali
allestite con tanta passione e amore per il calcio, per lo sport puro e paesano dal giovane vulcanico Presidente Pinuzzu
De Raco, qui ritratto a petto nudo per combattere l’afoso caldo di quella indimenticabile estate, rimasta indelebile nelle menti di tutti noi pallonai per i gol di Paolo Rossi, le parate di Zoff, i baffi di Bergomi, la maglia strappata di Maradona dal rude Gentile, le serpentine di Conti, il Brasile piangente di Falcao, l’urlo di Tardelli con i tedeschi che si arrendevano alla classe di Scirea e alla sapienza tattica di Oriali o alle discese di Cabrini. Questi Campioni nei pomeriggi assolati di luglio ispiravano i sogni ad occhi aperti dei calciatori della giovane squadra del Coreano, una delle tante ciurme nate a Ficarazzelli, tra una briscola e una birra al Bar di Totò Pisciotta, tra le chiacchierate allegre e spensierate alla Villa e le passeggiate serali alla Catena con una sbirciata dentro il Campo di Via Mercè. Un mixer di Campioni e di giovani cresciuti sulla scia dei Grandi del passato che a Ficarazzelli hanno fatto Scuola.

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Volava tra i pali un tipo strano dalla zazzera lunga, magro ma agile, coraggioso e un po’ spregiudicato nelle uscite,era Giovanni Licciardi, giocò a Villabate e nel Ficarazzi. Per loro l’impegno era uguale, sia quando giocavano in Prima Categoria nel Ficarazzi, sia quando si divertivano al Martinetto, Totò Rammacca con le sue bordate, Nino Roccaforte con le sue lunghe leve che lo proiettavano nel cielo azzurro a colpire di testa la sfera. Fisici scolpiti sugli scogli dei Crastonelli, grinta da vendere, gli Allievi crescevano smaliziati, come Natalino Friulla, genio e sregolatezza del centrocampo, Giuseppe Tortorici terzino alla Burnich…da qui non si passa…; aveva già qualche chiletto in più, ma non aveva smarrito la sua classe Rosario Martorana; dal Villabate un piccolo fuoriclasse, Concimino; finezze calcistiche, corsa continua e forza agonistica, questo mettevano in campo Angelo Azzolina, Ernestuccio Curvato e Piero Curvato.

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Tra i pali dietro a Giovanni smaniava un altro grande portiere che tutti ricordiamo con affetto, d’estate, sotto il sole diventava un bronzo di Riace, oggi corre nei sterminati ed eterni campi del Signore, lode a te caro Enzo Musso. Da ricordare due colonne portanti del tifo di questa squadra, due simpatici personaggi che incutevano “soggezione” con i loro fisici erculei, Ernesto D’Alba, “ù Saracino” e Pinuzzu Curvati “u Buitoni”. Grazie anche a questi personaggi il Martinetto ha vissuto giorni memorabili che non si dimenticheranno mai.

di Giuseppe Morreale

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