LA DESTRA SICILIANA DAL GHETTO AL GOVERNO

° Dal ghetto al governo-. Un’attesa lunga cinquant’anni. Dai tempi dei “fascisti con doppiopetto e manganello, agli anni di Gianfranco Fini, in cui nasce una nuova destra che spinge i suoi militanti a uscire “per riveder le stelle”.
Anche a Palermo,alla fine dei Cinquanta, c’erano “I figli del sole”, un movimento culturale che è anche il titolo del libro intervista del giornalista Dario Miceli a Guido Lo Porto, leader storico di Msi e An. Così fummo definiti i giovani che ci ritrovammo nel vecchio Movimento Sociale, pronti all’azione politica e desiderosi di distinguerci nel partito dai reduci e nostalgici del fascismo della prima ora”, ricorda Lo Porto nel libro. C’era pure Enzo Fragalà fra i ragazzi che divoravano i testi di Evola, vogliosi di cambiare la Politica: antipatici ai militanti, simpatici agli studenti.
Arriva la contestazione studentesca a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta. “Grande momento storico in un clima di guerriglia urbana;- spiega Lo Porto, deputato alla Camera per 9 Legislature- il Msi visse l’epoca consapevole dei rischi che correvano la democrazia e coloro che aderivano ai partiti estremi. La sinistra extra-parlamentare era forte come il Pci. Fummo quelli di sempre, volontari, credenti e alcuni anche combattenti pronti a garantire la presenza della destra in piazza per contrastare il dominio comunista.
Mentre a Palermo imperversava la “vecchia” Dc di Lima, Gioia, Ciancimino, la politica missina era interpretata da Angelo Nicosia, dallo stesso Lo Porto e da Pippo Tricoli.
“Noi giovani di Fuan e Giovane Italia eravamo i più decisi contro la sinistra”, rammenta Guido Virzì, due volte deputato all’Ars, nel ’68 presidente del movimento giovanile e autore del suo rilancio nel palermitano.
“Venivamo accusati di teppismo, di squadrismo, di violenze, costretti a difenderci da aggressioni e pestaggi sotto casa; ci bruciavano le macchine, ci tendevano agguati”. Il trionfo elettorale nel giugno’71 . “In Sicilia non avevamo mai incontrato grandi difficoltà, lo confermano i 400.000 voti delle Regionali –prosegue Virzì- primo partito a Catania, secondo a Palermo”.Esperienza esaltante a fine ’70 con Radio Palermo Occidente. “Novecento telefonate al giorno e quattro notiziari –ricorda- con me, Alberto Carrubba e Dino Agueci. Musica, divertimento, politica senza mai vergognarsi di essere fascisti”.
Negli anni Ottanta i ragazzi missini organizzarono manifestazioni contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan, sono per l’abolizione del servizio di leva. La Destra di testimonianza sostiene anche Solidarnosc.
A Sorrento, nell’87 , Almirante “battezza” Fini, che gode dell’appoggio di Lo Porto e Tricoli. Virzì, “conoscendo Fini”,passa con Rauti, assieme a lui Alfredo La Grua, Dino Agueci e Franco Licata. A Rimini, nel 90, Lo Porto si schiera con Rauti e Mennitti e diventa vice-segretario nazionale ; a Palermo il congresso lo vincono i figiani.
Rauti, segretario accusato di essere “di sinistra”, non dura e nel luglio del ’91 gli succede Fini.
Fra gli anni Ottanta e Novanta, Palermo è terra di Orlando. Racconta Lo Porto: “Di lui si innamorò Almirante che ci raccomandava una politica di buon vicinato e Orlando non nascondeva il suo rispetto per Almirante, in fondo i due si somigliavano”.
Gennaio ’94: ultimo Congresso Msi. Nascono i Circoli di Alleanza Nazionale, 160 solo in Sicilia. Fini cambia faccia al partito e vince le elezioni con il Polo delle Libertà, il Msi si sgancia dal passato ed entra nel primo governo Berlusconi. Tanti sindaci vengono eletti grazie alla nuova alleanza. Un anno dopo, a Fiuggi, si fonda AN. “Passaggio naturale dopo tanti anni di impegno –lo definisce Lo Porto che con quella svolta è sottosegretario alla Difesa –a Palermo fu vissuto bene da coloro che come me credevano nell’importanza politica del cambiamento”.
Forza Italia si appoggia all’Msi per organizzare e presentare le liste. In An fioriscono varie anime. La Destra Sociale conta su Virzì, Cangemi e gli ex-rautiani; Nuova Alleanza ha Lo Porto, Fragalà, Battaglia ed altri; Destra in Movimento (poi “Protagonista”) ha Tricoli, Cannella, Falzone, Maltese, Caputo.
Il partito perde due protagonisti : Giustino Blandi, quarantenne, vice-coordinatore regionale, muore nel 2002 per un improvviso malore; Marzio Tricoli nel 2003 perde la vita a 38 anni per un incidente domestico. Due drammi che si susseguono in una fase delicata. All’ultimo Congresso provinciale il gruppo Lo Porto candida Battaglia a presidente provinciale, mentre Destra Protagonista e Destra Sociale sostengono il giovane Tricoli, con un’inedita alleanza ed un patto forte; il vecchio gruppo di potere resta in minoranza.
Tricoli, deputato ed assessore regionale, diventa presidente di AN nella Capitale dell’Isola, mentre era lanciatissimo sulla poltrona di Presidente della Provincia nelle elezioni del 2003.
Accordi già chiusi, ma il destino non ne volle saper niente.
(Articolo riportato nel N° 31 di “OCCIDENTE” del 16/9/2011)
* Nella foto un comizio di Almirante in P.zza Politeama a Palermo.

Dalla Rivista “PALERMO” (organo ufficiale della Provincia Reg. di Palermo) SETT. 2011
“LA DESTRA SICILIANA
DAL GHETTO AL GOVERNO”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*