Le poesie di Cuciniello:N’coppa a n’altare e altre

N’coppa a n’altare
N’coppa a n’altare
nu pate (padre) chiagne.
Io, nun putevo immagina.
Oggi, aggiu capito,
che vo signifà.
Perdunatelu si o pate chiagne.
Perdunatelu si o pate
piglia o fazzoletto,
pe s’asciuttà stì lacrime
o saccio n’omme (uomo)
nun po’ chiagnere,
se perde e dignità
ma o pate chiagne
adda chiagnere,
pecchè a figlia,
a figlia sioa, se ne và!

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Chi sa!
Un sottofondo m’ispira
tante parole.
Vorrei essere un poeta,
per descrivere la tua bellezza,
trovare parole, frasi,
che fanno sognare,
ma non ci riesco,
non so perché.
Forse non son poeta,
o forse perché
troppo ti amo!

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Ritrovandoci
Vorrei incontrarti sulle nuvole,
lontano dalla terra.
Camminare sulle stelle,
accarezzare la luna,
sfidare l’intemperie,
che son state per noi.
C’eravamo lasciati,
per un banale malinteso.
Stava finendo,
un grande amore.
Io, continuavo a pensarti,
tu, sempre a cercarmi.
Ricordo il nostro nuovo incontro.
Mi tremavano le gambe,
il cuore impazziva.
Avevo paura,
che tutto era finito.
Ti vidi, eri ancora più bella,
più donna.
Tu, con lacrime agli occhi,
ti abbandonasti.
Fra le mie braccia,
mi regalasti un dolce bacio,
il nostro amore,
ancora una volta, trionfò!

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Sogno
Una nota, una parola,
ti amo.
Una musica, una canzone,
accompagna i miei sogni.
Chiudo gli occhi,
vedo te,
nella dolce fanciullezza.
Quanto ti ho amato.
Quante volte ti ho sognato.
Ricordo le corse sui prati,
passeggiate per il golfo di Napoli.
Tanti anni son passati,
sarebbe belo
ritornare indietro,
riasciugare le lacrime,
per paura di perderti,
ma non sarà così,
perché nulla potrà dividerci!

Vincenzo Cuciniello

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