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L’editoriale di Giuseppe Compagno

I giochi sono fatti, le coalizioni hanno confermato i propri candidati ed è partita l’opera di persuasione, volgarmente chiamata “campagna elettorale”. Sicuramente la politica e i politici non attraversano un buon momento, le indagini sul malcostume e sulla corruzione del mondo politico è sotto gli occhi di tutti e investe i politici di tutti gli schieramenti e di ogni longitudine, dalle regioni del Sud a quelle più “virtuose” del Nord.

     

A questo punto, in una località piccola come la nostra può sorgere una sorta di contraddizione. Da sempre, da più parti – anche da parte dello scrivente – è stato stigmatizzato in maniera negativa il ricorso ai voti dei parenti che verrebbe percepito non come un voto di opinione ma come un semplice scambio di cortesia, un patto di sangue o, peggio ancora come una delle forme più degenerativa del familismo.

Lasciamo perdere il voto di scambio, anche perché non si capisce con quale forma di ipocrisia si possano promettere, in periodi di vacche magre, posti di lavoro. Al massimo, e questo avviene, si possono promettere consulenze, incarichi o possibilità di inserimento in progetti di “pubblica utilità”. A questo punto un elettore potrebbe chiedersi: ma perché dovrei fidarmi di un candidato che non conosco, quando ho la possibilità di favorire un parente o un amico? Si tratta di un dubbio amletico da prendere in seria considerazione. A questo punto il compito del candidato sindaco e dei candidati al Consiglio comunale diventa arduo.

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Magari prendendo a prestito il detto,”Amici e parianti un ci vinniri e un ci accatari nienti” potrebbero persuadere i potenziali elettori a mettere da parte la scelta del “sangue” e del “cuore” e spingere gli stessi a valutare la storia personale del candidato. Chiedersi chi è, da dove viene, cosa ha fatto il candidato mi sembra un buon punto di partenza. Personalmente mi chiederei qual è stato il suo grado di partecipazione, negli ultimi anni, rispetto alle problematiche che assillano il nostro paese. Francamente andare a votare una persona che fino a qualche mese fa risultava “assente” rispetto alle problematiche di cui sopra mi pare un “voto” a perdere.

Secondo il mio modesto parere si dovrebbe dare il voto a persone preparate ma anche impegnate nel sociale e nel volontariato perché quanto meno sappiamo cosa significhi per loro prestare un “servizio” alla comunità. Con questo non voglio mettere da parte i politici che hanno operato negli ultimi anni. Bisogna chiedersi se – oltre alle prerogative elencate prima – si ricordino atti ( in sede di giunta o nel contesto del Consiglio comunale) che sono stati esitati col solo scopo di favorire la propria comunità e il proprio territorio. Capisco che a monte dovremmo dare per scontata la presenza massiccia sul territorio di cittadini che si siano presi la briga, magari anche attraverso il nostro giornale, di conoscere o seguire cosa hanno deliberato gli amministratori o cosa hanno votato e approvato i consiglieri, e su questo qualche dubbio – in generale – mi sorge. Ai candidati Martorana, Bisconti, Trizzino e Macchiarella abbiamo chiesto come intendano muoversi – se saranno eletti – rispetto alle esigue risorse con le quali saranno costretti ad amministrare.

L’unico che si è avvalso della “facoltà” di non rispondere è stato Pino Macchiarella che dall’alto della sua anarchia ha voluto esprimere il suo pensiero liberamente e, più che parlare del futuro, ha preferito rinvangare il passato con una lettera su presunte verità nascoste che riguardano lo scioglimento del Consiglio comunale della legislatura che lo ha visto vestire i panni di primo cittadino. A tal proposito pubblichiamo un documento dello stesso in cui si adombrano scenari e tesi “complottiste” che avrebbero pilotato lo scioglimento.

     

A quattro donne – una per ogni coalizione – candidate al Consiglio comunale abbiamo chiesto cosa le ha spinte a candidarsi e i motivi per cui hanno scelto il loro candidato Sindaco. Nello scusarci con coloro che sono allergici alla politica, per avere – ovviamente – utilizzato quasi tutto il giornale per veicolare notizie inerenti le prossime elezioni amministrativa, non mi rimane che auguravi buona lettura.

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