L’editoriale di Manna, Controcorrente Dicembre

E’ vero che, in redazione, se da oltre 30anni (tra radio televisioni e giornali) ci ritroviamo a descrivere l’atmosfera natalizia in paese è anche vero che mai come quest’anno l’aria natalizia che si respira è quantomeno rarefatta.
Sarà la crisi economica a livello mondiale che riduce la parte “consumistica” del Natale, sarà il peso fiscale che grava sulle famiglie che ha dirottato il flusso della “tredicesima” dai regali verso i pagamenti dei tantissimi tributi che piovono da tutte le parti, sarà il momento difficile che si vive nei confronti tra le varie istituzioni, chiesa compresa, saranno i lutti che hanno colpito la nostra comunità, fatto sta che il Natale 2010 sembra proprio (consumisticamente parlando) una festa da serie B, tranne che per la componente religiosa prodotta dalle due parrocchie del paese. Ed in questo numero di  “Controcorrente” non si fa che evidenziare quanto appena detto (o scritto). Poche le iniziative e le manifestazioni natalizie, l’amministrazione comunale è alle prese con un bilancio asfittico dilapidato dal problema coinres (problema che coinvolge tutti i comuni del circondario) e ci si sta limitando allo stretto necessario. Gli spettacoli sono pochi e le stesse comunità religiose si stanno limitando agli aspetti puramenti ecumenici. Quello che ci rimane da raccontare sono soltanto i ricordi di una comunità locale che, anno dopo anno, va sempre  più perdendo i valori della collettività .
Da sempre “Controcorrente” rimanda i lettori ai testi prodotti dal nostro inossidabile “Sivori” (Pippo Morreale) che continua imperterrito a raccontare una Ficarazzi che non c’è più.
Una Ficarazzi dove un tempo, anche in questo periodo, si radunava tutti i sabato e le domeniche al “Martinetto” per assistere ai campionati di calcio organizzati da “Bastiano” prima, e dalla “Radio” dopo, campionati dove tutti i maschi del paese, dai 15 ai 70 anni, partecipavano iscrivendosi nelle dodici squadre in competizione ogni anno.
Non c’era fango o polvere che poteva competere con la volontà di darsi battaglia ad ogni pallonata e la sera tutti al bar a decantare le gesta dei potenziali campioni di casa nostra.
Il Natale era anche questo, un corso pieno di gente, le luminarie, il tombolone di Radio Ficarazzi ideato da Dino Prestigiacono e la befana nel largo Smeraldi che assieme a babbo Natale distribuiva, ripresa dalle telecamere della tv locale, giocattoli e  dolcini ai bambini del paese.
Oggi tutto questo non c’è più, il paese è diventato grande rimanendo piccolo ed il consumismo dettato dai programmi televisivi nazionali ha decretato le regole del nuovo millennio. Nei bar non si parla più delle gesta di Franco Pollara o Enzo Pedone ma si decantano i passaggi dei miti di Sky, babbo Natale o le befane si vedono soltanto in tv e l’imminente ingresso del nuovo anno altro non è che l’ennesimo cenone all’insegna del “tutto compreso” Già l’anno 2011 l’ennesimo anno nuovo in un paese che non è più quello di prima, tranne che nei ricordi di “sivori”, l’unico aspetto che anno dopo anno diventa più importante, fondamentale per tramandare quello che resta di un paesino di un tempo  alle generazioni
che verranno

Michele Manna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*