L’editoriale di Michele Manna: Ficarazzi al centro dell’attenzione nazionale

Stefano Lo Verso si pente e riporta Ficarazzi sulle prime pagine di tutti i giornali. Sembra quasi di assistere ad una delle tantissime fiction televisive che ci propinano da decenni quasi sempre con le stesse trame e le stesse storie ripetute fino alla noia. Mafia, estorsioni, vendette, sparatorie, morti ed in ultima analisi, quasi fosse una macabra ricetta ecco che ci aggiungiamo anche qualche pentito. A Ficarazzi da qualche settimana non si parla d’altro cioè del pentimento del concittadino Stefano Lo Verso e visto che dell’argomento sia a livello locale che nazionale se ne è parlato fino alla nausea vorrei su questo giornale (che è di Ficarazzi) analizzarlo sotto un aspetto diverso da tutto quello che è stato già detto e tutto quello che già sappiamo. Conosco Stefano praticamente da sempre, siamo nati e cresciuti quando Ficarazzi era ancora un piccolo paesino abitato prevalentemente da contadini e piccoli imprenditori nel settore  agrumicolo e per noi ragazzini, cresciuti nelle strade senza auto e senza asfalto, il punto di aggregazione collettiva per eccellenza era il “martinetto”, piccolo campetto di calcio (ex cimitero del paese) dove si giocava, si parlava, si stava insieme. Tutti i ficarazzesi che oggi hanno dai 40 anni in su sanno benissimo di cosa sto parlando.

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Non c’era domenica dove mezza Ficarazzi non si riversasse in quel campetto polveroso e per tutto il resto della settimana non si parlava altro che degli incontri, dei gol e delle partite della domenica successiva. Stefano era un terzino bravissimo e militò per diversi anni anche nel campionato di prima categoria (oggi promozione) dello storico Ficarazzi dei Clemente, quello storico Ficarazzi tanto decantato dal nostro inossidabile Sivori nelle pagine di “Controcorrente”. Crescendo ognuno prende le proprie strade e, belle o sbagliate che siano, ogni volta che, oggi nel terzo millennio, ci si incontra non si può fare a meno di parlare di quei tempi belli, perché si era giovani, perchè non c’era la televisone ne consumismo ne blog ne facebook che potevano condizionarci  in alcun genere, ed il paese, che contava appena cinquemila abitanti, registrava una unica e continua controversia, la rivalità tra Ficarazzi e Ficarazzelli una diatriba che alla fine, contrariamente a tutto quello che si poteva pensare ci univa ancora di più ed oggi, volendoci pensare bene, ci manca. Nell’anno 2011 vedere la foto dell’amico di un tempo sbattuta nelle prime pagine di tutti i giornali ed in tutte le reti televisive credo che non faccia piacere a  nessuno, si pensa ai familiari ad una scelta sicuramente difficile e si pensa anche all’ennesima immagine negativa che la nostra comunità ne trae.

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Quello che comunque dà più fastidio è lo stillicidio di commenti superficiali che per giorni si sono ascoltati nei bar o nei luoghi di ritrovo del paese, dal totonomi di politici coinvolti (basta che un assessore o un consigliere  per qualche giorno non si veda in giro che già tutti pensano che è il primo della lista) e quando a questi commenti si aggiungono risa di schermo ecco che scatta la molla di chi vorrebbe che si potesse tornare indietro nel tempo (come nel famoso film) e deviare quel maledetto percorso nel momento in cui il meccanismo innescato a portato a tutto questo.

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