L’ennesima Estate Ficarazzese fine a se stessa?

E se provassimo a dare continuità negli anni ad alcune iniziative? La storia dell’Estate ficarazzese ebbe inizio a metà degli anni ‘80 quando l’amministrazione comunale, allora guidata dal Dott. Gesualdo Clemente con assessore al ramo il Prof. Salvatore Squeglia, decise di andare oltre le classiche serate musicali, con l’immancabile cantante nazionale, organizzate per la festa del Santo Patrono ed imbottire il programma dei fine settimana estivi con serate stile “faidate” per creare momenti di aggregazione anche in periodi non interessati alle festività patronali.

Va detto che fino a quel momento tutti i “fine settimana estivi” erano dominio assoluto del “Martinetto” e dei campionati organizzati da “Bastiano” prima e da “Radio Ficarazzi” dopo. In quelle competizioni, che si ripetevano una dopo l’altra, venivano coinvolti praticamente tutti i “maschietti” del paese dai 15 ai 60 anni e si organizzavano qualcosa come 12 squadre in un paese che contava poco più di seimila abitanti. Le partite, una dopo l’altra, iniziavano nel primo pomeriggio del sabato e si concludevano al tramonto della domenica.

Con l’estate Ficarazzese si “impinguarono” i momenti aggregativi e si iniziò dando vita alle prime serate danzanti. La prima, su idea del prof, Squeglia, fu organizzata nell’atrio della scuola elementare e successivamente ci si trasferì in Piazza Donizzetti con tanto di palco pieno zeppo di severissimi giudici armati di paletta numerata a decretare la coppia più brava, iniziarono anche le corse campestri (Straficarazzi) che in alcune edizioni registrò la presenza di centinaia e centinaia di podisti sparsi per tutti i viottoli e trazzere della “canneta”.

Si ruppero le prime pignatte, ci inventammo la corrida con tanto di applausometro e le performance di Enzo Martorana, le sagre dello sfincione e, ciliegina sulla torta, nel 1994, la prima elezione della Miss del paese. Tutte iniziative, promosse prima dalla radio e poi dalla televisione del paese, che ponevano i cittadini di Ficarazzi nella tripla veste di partecipante, giudice e spettatore nella stessa serata. Serate che costavano poco o nulla, che molti comuni ci copiarono immediatamente e che registravano in alcuni momenti migliaia e migliaia di spettatori, molti dei quali provenienti da altri comuni vicini. Va detto che dalla sede della vecchia TeleFicarazzi si organizzavano anche gite estive nelle varie isole siciliane con centinaia di partecipanti che la domenica invadevano Ustica, Favignana o Vulcano.

Purtroppo per motivi inizialmente incomprensibili si cominciarono a presentare, anno dopo anno, ostacoli di tutti i generi ed ogni qualvolta che si predisponeva un programma da presentare per la prossima estate c’erano sempre problemi ad essere autorizzati, malgrado quasi tutte le iniziative fossero a costo zero, e così venne meno la “continuità” di determinati appuntamenti (Elezione della Miss e Straficarazzi in particolare) e quindi l’impossibilità da parte degli organizzatori di poter inserire queste manifestazioni in percorsi provinciali e regionali.

Con il passare degli anni lo stesso problema si è presentato anche per la sagra dello sfincione (che oggi si organizza a singhiozzo) o con la stessa Via Crucis che ormai è quasi divenuta bisestile. Oggi abbiamo un calendario pieno di iniziative ed il ritorno dello sfincione, speriamo che quest’anno i panificatori vengano pagati in tempi accettabili in maniera tale che il prossimo anno, chi sarà chiamato ad organizzarla non si vedrà, nel migliore dei casi, dire semplicemente di no. Se possiamo permetterci un suggerimento proviamo a progettare una iniziativa originale, possibilmente unica nel suo genere, con l’impegno di riproporla ed ampliarla ogni anni in modo tale da poter, un giorno, rappresentare un richiamo per tantissima gente e, perché no, con un ritorno mediatico su qualche rete nazionale.

Vorrei ricordare che nel lontano 1997, il 13 dicembre riuscimmo a far arrivare ”a costo zero” a Ficarazzi le telecamere della Rai per diffondere la prelibatezza del nostro Sfincione e quel giorno, il panificio Scaduto (malgrado fosse chiuso per la ricorrenza di Santa Lucia), sfornò due sfincioni maestosi. Il conduttore, Enrico Lucci, per ringraziarlo fece riprendere l’insegna pubblicitaria del panificio e per alcuni secondi andò in onda sulla rete nazionale. Il panificio Scaduto ricevette ordini di sfincioni per diversi anni a seguire solo perché per alcuni istanti il numero telefonico, riportato sull’insegna, fu trasmesso dalla Rai.

L’anno successivo tentammo di ripetere il collegamento ma l’amministrazione di allora preferì pagare un sacco di soldi per un servizio televisivo in una rete regionale (TGS), servizio che in pochi videro e che non rese nulla alla collettività a parte una soporifera, inascoltabile e lunghissima intervista al primo cittadino di allora.

Articolo di Michele Manna

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