Padre Passamonte racconta le tradizioni di San Giuseppe

[dal Controcorrente dell’Aprile 1995] La benedizione e distribuzione del pane. Suggestiva cerimonia popolare che vuole San Giuseppe come santo protettore dei poveri. La festa di San Giuseppe in Sicilia riveste una importanza veramente eccezionale, sia per la solennità liturgica con cui viene celebrata e sia per la ricchezza di riti e di tradizioni popolari di cui si è arricchita lungo i secoli.

Forse non c’è chiesa dove non esista una statua del santo e non lo si celebri con processioni, come anche forse non c’è famiglia dove non esista un componente che non ne porti il nome nella nostra parrocchia abbiamo ripreso la bella tradizione della benedizione e distribuzione del pane.

Che origine e che motivazione ha questa antica tradizione? Una tesi affascinante per la sua origine sarebbe la considerazione che San Giuseppe è un santo che riguarda la sfera povera della società, a lui i poveri di ogni categoria ricorrono per avere aiuto.

Una ritualità che è presente in molti paesi è costituita da un pranzo popolare tutto a base di pane, pasta, dolciumi, minestroni e di altri ingredienti ma sempre ad eccezione della carne, giacché siamo in Quaresime. Questo pranzo viene chiamato Virgineddi.

     

Anch’io, da ragazzo a 9 anni, sono stato scelto a fare da Bambin Gesù e mio nonno fu scelto a fare “San Giuseppe”. Siamo andati a una casa dove ad una mensa imbandita riccamente, c’erano già una ventina di ragazzi e ragazze che ci accolsero con gioia dopo aver baciamo a me la manina ed a San Giuseppe il bastone “di pane” .

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