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Pino D’Alba eletto all’unanimità coordinatore del PD

Mentre in paese ci si interroga sul futuro della maggioranza, il Partito Democratico, a Ficarazzi, inizia un nuovo percorso, seguendo la strada del rinnovamento. Un percorso che va al di là della prossima, e recente, campagna
elettorale, e che può garantire lunga vita al partito in paese. Ne abbiamo parlato con colui che, nell’assemblea del 28 ottobre scorso è stato eletto, all’unanimità, coordinatore del partito a Ficarazzi: Pino D’Alba, che già ricopre, in consiglio comunale, il ruolo di capogruppo dell’opposizione.

Allora, consigliere D’Alba, quali sono i progetti del Partito Democratico a Ficarazzi?
“Il nostro è un progetto di rinnovamento, un rinnovamento che pervada non solo il Partito Democratico ma la politica in generale. Il primo passo è stato l’inserimento nel nostro nuovo direttivo di ragazzi e ragazze di qualità e prospettiva, inseriti in un contesto dove è ovviamente presente la vecchia guardia, che può sempre fare da supporto alle nuove leve. Così accanto ai “vecchi” Filippo Lo Nigro e Pietro Rammacca, troviamo i nuovi Biagio Saverino, Salvatore Nola,
Maria Laura D’Alba, Arcangela Saverino. Partendo da questo vogliamo seguire un percorso comune con l’intero gruppo di opposizione, quindi Piero Domino, Giuseppe Lanza, Enzo Lo Cascio e la nuova arrivata Marinella Curvato, stando attenti alle proposte che arrivano da quelle componenti che si sono staccati dalla maggioranza, e che si sono
riuniti nel comitato “Libertà di Scelta”, come il presidente del  consiglio comunale Trizzino ed il consigliere Mimmo Lanza. Il vero obiettivo è di assemblare tutte quelle  forze politiche e sociali che vogliono proporre una vera alternativa all’attuale amministrazione”.
Quindi, attualmente, qual è il vostro candidato sindaco?
“Noi ancora non abbiamo un  candidato sindaco, perché riteniamo che questo debba venire da tutto il gruppo, quindi da noi del Partito Democratico, insieme con l’intero gruppo di opposizione, con il suddetto comitato e con tutti quelli che vorranno partecipare a questa scelta, che, come si vede, viene dal basso e non imposta dall’alto”.

Per caso si riferisce a Paolo Martorana, ad oggi unico ufficiale candidato sindaco?
“Paolo Martorana è il candidato dell’attuale amministrazione, che noi abbiamo combattuto fin dal suo insediamento, per i motivi che sono sotto gli occhi di tutti: il problema dell’immondizia, l’assunzione di amici e parenti, il traffico, la seconda farmacia, la poca attenzione verso le realtà sociali del paese, le difficoltà dei commercianti…e di tutto questo
Paolo Martorana è responsabile quanto l’attuale amministrazione, di cui fa parte. E noi, partendo dal nostro progetto di rinnovamento, vogliamo essere l’alternativa a tutto questo”.
Tra coloro che hanno abbandonato l’attuale maggioranza c’è Marinella Curvato.
“Credo che Marinella abbia fatto la sua scelta con sofferenza, decidendo di lasciare un gruppo seguito con fedeltà per ben nove anni, condividendo alla fine gli stessi nostri motivi di protesta contro l’attuale modo di amministrare. Dicendo di sentirsi estraniata ed emarginata, Marinella ha anche sottolineato lo scollamento tra l’amministrazione ed
il consiglio, quindi la maggioranza. E se lei si avvicina al nostro gruppo con fiducia e serenità, noi la accogliamo
sicuri di ricevere da lei ulteriori e fondamentali risorse per rilanciare una nuova attenzione ai veri problemi del paese”.

Nell’ultimo consiglio comunale la notizia più importante è stata la bocciatura del piano di lottizzazione. Un parere da capogruppo dell’opposizione?

“Vorrei chiarire a chi legge che l’opposizione su tutte le problematiche inerenti l’amministrazione e agli atti risulta
essere molto minoritaria per poter incidere col suo voto su qualsiasi proposta. Pertanto ciò a cui si è assistito è soltanto un’enorme figuraccia della maggioranza: consigli saltati una volta per assenza totale della maggioranza, un’altra volta per l’assenza di tutta la giunta, un’altra volta ancora per quella del capo dell’ufficio tecnico comunale; ci
sono stati consiglieri che si sono assentati al momento del voto; ed a tutto questo si deve aggiungere la poca chiarezza del gruppo misto, ma anche quella dell’assessore al ramo”.

In che senso l’assessore al ramo è stato poco chiaro?
“Perché quando è stato assente il capo dell’ufficio tecnico, l’assessore, da noi sollecitato, si è rifiutato di spiegare egli stesso il piano di lottizzazione, pur essendo in grado di farlo non solo perché assessore al ramo, e non solo perché architetto di professione, ma soprattutto perché esperto del sindaco al piano regolatore generale”.
Consigli comunali saltati, giunta assente, assessori che preferiscono non rispondere: tutto questo dimostra  ulteriormente la spaccatura in atto nella maggioranza?
“Qui non si tratta soltanto di un spaccatura all’interno di un gruppo politico, ma di una cosa più grave: i fatti sopra
elencati hanno dimostrato che nessuno, all’interno della maggioranza e dell’amministrazione, ha voluto assumersi la
propria responsabilità su un fatto così importante”.

Per chiudere: come giudica la situazione politica in Italia?
“Secondo me sono emblematiche le dichiarazioni che ultimamente hanno fatto due figure importanti della vita economica e religiosa del paese: la Mercegaglia e Famiglia Cristiana, che hanno definito l’Italia sull’orlo della paralisi e senza dignità. Ed oltre queste dichiarazioni, che condivido in pieno, bisogna ripartire da uno spirito di unità
nazionale, l’unico che in  questo momento può mettere insieme tutti quelli che si ravvedono ancora nella Costituzione; e tutte queste forze si devono unire per tre motivi: in primis, per mandare a casa Berlusconi, poi per dare ulteriore
rilancio alla ripresa economica italiana, ed infine per fare una legge elettorale veramente democratica al nostro paese,
cioè basata sull’elezione diretta dei candidati e non sulla loro nomina. Ma, come detto, questo il Partito Democratico, con senso di responsabilità, sa di non poterlo fare da solo, e lo stesso partito vede come suoi interlocutori il
centrosinistra nella sua totalità (cioè quei partiti e gruppi sociali che vanno dall’IdV a Sinistra e Libertà), l’Udc e i finiani di Futuro e Libertà”.

Quindi, in un certo senso, anche a livello nazionale si cerca di proseguire la linea tracciata in Sicilia?
“Certo. Quello che è  successo alla Regione Sicilia ha dimostrato che il Partito Democratico può ancora una volta proporsi come protagonista di innovazione al livello nazionale”.

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