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Precari del Comune di Ficarazzi in agitazione

I precari del Comune di Ficarazzi sono in agitazione. Uno stato di agitazione non inteso come sindacale. Sono agitati e d è comprensibile, per le notizie poco confortanti per il loro futuro lavorativo. Infatti, il prossimo 31 dicembre sarà il loro ultimo giorno di lavoro se non interverranno provvedimenti di proroga che li faccia continuare a lavorare per i prossimi tre anni. Sul piatto la stabilizzazione tanto sperata ma molto lontana dall’essere realizzata. Roma, la capitale, sembra troppo distante ed il ministro che è siciliano tutto fa tranne che garantire queste famiglie. La Lega Nord ed il Nord, in generale, non ne vuol sentire di concedere un futuro a queste persone.

Una situazione che mette in allarme molte famiglie e che il Presidente Crocetta ha dovuto affrontare anche in sede romana per trovare risorse economiche ma anche legislative utili alla stabilizzazione di moltissimi lavoratori.

Rimanendo a Ficarazzi  il lavoro svolto dai precari in tutti gli uffici comunale è di notevole importanza tanto che in alcuni casi senza questi lavoratori gli uffici potrebbero persino chiudere. Basta farsi un giro tra i corridoi del “palazzo” per capire che si incontrano più precari che dipendenti. I lavoratori in pianta organica del Comune possono garantire tutti i servizi dell’ente senza i precari? Probabilmente si, però non metterei la mano sul fuoco.

Evidentemente anche se questi lavoratori sembrano indispensabili bisognerebbe ricordarlo a Roma. Altrimenti il susseguirsi di Finanziarie e Leggi di Stabilità pongono seri problemi nella stabilizzazione. Anzi leggendo bene tra le carte sembrerebbe una missione impossibile. Ed allora quale futuro si prospetta? Probabilmente si avrà una proroga di tre anni e si dirà che i Comuni devono, nel frattempo, provvedere ai concorsi e alle chiamate pubbliche tramite collocamento per stabilizzare almeno una parte dei precari, garantendo allo stesso tempo l’ingresso anche a coloro che vogliono partecipare e che la carta costituzionale garantisce.

Un grande problema sociale che di certo nessuno vuole affrontare ma che bisogna rivolvere garantendo un lavoro certo e duraturo a questi lavoratori ed allo stesso tempo garantendo agli altri pari accesso alla pubblica amministrazione. Un pragmatismo ovvio e sincero. Dettato da un dato inconfutabile: l’esperienza acquisita in tanti anni di lavoro non può essere gettata alla ortiche.

Un esempio pratico qualche giorno fa quando l’ufficio Tares non era operativo  nella giornata di ricevimento. Cosi come nell’ufficio dei Vigili urbani dove i precari stanno usufruendo delle ferie ed in servizio rimangono solo i Vigili effettivi. Molto pochi per garantire un buon servizio esterno o interno. Tanto che i dirigenti hanno deciso di non concedere loro le ferie che spettano dal contratto enti locali. Segno che servono….

 

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