Quando il limoneto è turismo

[di Luigi Rizzo] Ho sotto mano la guida illustrata pubblicata dal Comune di Bagheria, dove l’Assessore alla Cultura e il Sindaco dimenticano una parte di Bagheria, la più storica, la più bella sia dal punto di vista monumentale che paesaggistico e mi riferisco alla Valle del Fiume Eleuterio e precisamente le contrade Cannita Fiume dove il Ponte del ‘400 fa ricordare la coltivazione della canna da zucchero che veniva utilizzata per il dolce tipico palermitano ” I pupi di zucchero” che di sicuro vedremo nella festa di San Giuseppe, e la contrada Gattarello dove i Berberi hanno utilizzato le grotte, si può trovare una citazione nel libro di Antonino Morreale, per finire al Ponte dell’acqua di piana degli Albanesi che racconta 100 anni della storia della limonicoltura bagherese.

[quote]Il Sindaco ha scritto il libro ” Il limone perduto” ma sembra che abbia perso anche parte del territorio bagherese. [/quote]

Se si vuol far crescere Bagheria ogni centimetro quadro del territorio deve essere fruibile: vedi il giardino Arabo della Valle del Fiume Eleuterio:ll turista potrà visitare un giardino coltivato secondo gli antichi canoni della coltivazione araba, l’azienda portata avanti da due cugini Luigi e Giuseppe figli di due noti mastri di campagna provenienti dalla Scuola di Rimunna “Ru stu Ciccu Miniu, conosciuti a Bagheria col Soprannome ” I Rizzi ru Ciumi”.

          

La coltivazione principale dell’azienda è la coltivazione del limoneto secondo una tecnica Araba che prevede un modello irriguo Arabo con i suoi manufatti di Gebbia, Gibbiuni, turcinatu, risittaculu, furra, vattali, prisa, ringata e salibba, attualmente l’azienda si avvale dell’acqua del lago di San Leonardo e del lago di piana degli albanesi, ma potrebbe anche usufruire dell’acqua del pozzo di Giuseppe Ventimiglia, facendo un contratto con l’Ente idrico di Palermo per avere la fornitura tutto l’anno, considerato che l’azienda è in fase di riconversione, pur mantenendo il limoneto, l’azienda andrà a produrre piante tipiche mediterranee : ulivi, limoni, lentisco, palme nane, mirtilli, e piante aromatiche: salvia, rosmarino, origano, timo, capperi, finocchietto di montagna.

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La bellezza del paesaggio in una valle dove scorre il fiume Eleuterio poco conosciuta dai bagheresi ,perchè non è mai stata presa in considerazione dalle passate amministrazioni, i titolari stanno provvedendo alla ristrutturazione dei terrazzamenti secondo la tecnica di lavorazione della pietra a secco, delle saie. Il terreno presenta una parete rocciosa alta un 15 metri che sarà messa in sicurezza organizzando dei corsi di scalata col Cai di Palermo e in un angolo della parete con un sistema di pompaggio dalla Gebbia sottostante i visitatori potranno ammirare la cascata d’acqua ed inoltre, potranno assistere a tutte le operazioni colturali dalla rimonda, alla abbivirata, alla raccolta dei limoni che arricchisce il visitatore dei profumi che la buccia del limone emana. Attualmente l’azienda produce circa 50.000 Kg di limoni che solo l’amore e il legame con le piante che, i titolari hanno, non sono state abbandonate per il semplice fatto che il prezzo dei limoni è basso.

 

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