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Quattro candidati a sindaco per chi votare?

Una domanda difficile alla vigilia di una elezione. In presenza di quattro candidati a chi votare? Come si sceglie un candidato per cui vale la pena andare alle urne? A queste domande si risponde in maniera diversa ed ognuno di noi è spinto da diversi fattori nella scelta di un candidato. Ho tenuto tra le mani il giornale del mio amico Giuseppe, direttore e responsabile, del giornale Statale 113. Ovviamente era pieno di pagine che parlano dei candidati. Ognuno di essi ha presentato un sunto del programma elettorale.

I programmi elettorali sono come dei contratti a scadenza che un candidato si impegna di mantenere se viene eletto. I quattro candidati ne hanno tracciato le linee nel giornale e leggendo tra le righe si ci stupisce che sono molto simili tra loro. In comune hanno dei punti cardine che sono imprescindibili oggi: rifiuti e raccolta differenziata, risanamento dei conti e bilancio, recupero delle tradizioni e della storia del paese, recupero delle manifestazioni storiche e culturali, delle sagre di paese e valorizzazione del turismo, dell’economia e del sociale. Ovviamente tra loro si presenta qualche piccola soluzione diversa per ogni punto ma in linea di massima siamo in presenza di un copia e incolla “politico” dettato dal momento e dalla crisi economica attuale. Questa ovviamente è una mia impressione e non vuole certamente diminuire il valore degli stessi. Però una domanda ai miei lettori la pongo in essere: per caso qualcuno di voi ricorda il lunghissimo programma elettorale scritto e firmato dall’attuale sindaco Pino Cannizzaro? cosa era scritto in quel contratto presentato cinque anni fa con gli elettori? io ho conservato in un cassetto questo lungo programma e non voglio rileggerlo. Si capisce che, in realtà, il programma elettorale è solo un riempitivo della campagna elettorale e non certo il principale protagonista nella scelta dei cittadini. Perchè garanti del programma elettorale dovrebbero essere i consiglieri eletti dal popolo e un legislazione che impone al sindaco ogni sei mesi di relazionare sullo stesso in consiglio. Il passato insegna che nessuno di noi abbia mai sollevato neanche l’interrogativo se l’attuale sindaco abbia mai realizzare un solo punto in programma per il semplice fatto che nessuno di noi ricorda cosa ha scritto in quel programma.

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