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Quelli che non la pensano come gli altri

E’ un numero abbastanza ricco di notizie quello che la redazione di “Controcorrente” propone all’inizio del 2011 al lettore di Ficarazzi. Dalla storica ed imperterrita sede di Piazza Padre Pio si propone la presunta soluzione all’atavico problema del traffico all’incrocio tra la statale e Via Meli, il senso unico appena istituito sembra che non abbia dato i risultati sperati ed un ritorno al doppio senso come prima sarebbe imminente (a meno che non sia stato già ripristinato). Un pò le proteste dei commercianti ma anche l’incremento abnorme del flusso veicolare attorno a palazzo Macchiarella impone soluzioni diverse anche se noi continuiamo imperterriti a reclamare ad alta voce la realizzazione della bretella alle spalle delle abitazioni di Via Meli con aggancio con la statale all’altezza del ristorante Sir Jonnhy, unica e sola soluzione al problema.
Parliamo del ritorno tra i propri banchi di scuola dei 630 alunni della scuola media Luigi Pirandello di Ficarazzi, una scuola con tutti gli innovativi adeguamenti in materia di sicurezza e che pone l’istituto, diretto dall’inossidabile Pietro Rammacca, tra i più sicuri e funzionali di tutto il paese. L’argomento più sentito dai nostri lettori crediamo che riguardi la vicenda della nuova tomba di Padre Passamonte. Il nostro intervento nel numero precedente di “Controcorrente” ha creato un vespaio di polemiche e prese di posizione che per alcuni versi ha raggiunto anche livelli quasi da rissa. Dispiace  che qualcosa sia stata interpretata in maniera diversa da quelli che erano i nostri intendimenti crediamo, nelle pagine che seguiranno, che tutto venga reso ancor più chiaro.

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Noi non c’è l’abbiamo ne con i volontari che rappresentano a tutti i livelli la parte migliore della nostra società ne con i fruitori delle varie istituzioni che si rifanno alla Parrocchia di Sant’Atanasio, c’è l’abbiamo con chi, in una situazione delicata e complessa come quella della traslazione del corpo del   compianto Padre Passamonte, abbia “soltanto pensato” di “approfittare” di particolari circostanze permettere in difficoltà qualcuno con cui magari ha delle controversie economiche  private. Personalmente sono convinto, e provatemi il contrario, che questo tentativo ci sia stato e che abbia coinvolto inavvertitamente tantissime persone animate da finalità nobili totalmente estranee a delle vicende puramente economiche che con la memoria di Padre Passamonte non avevano nulla a che vedere (in primo piano proprio il sindaco ed i volontari che hanno realizzato la tomba). Spero che questa volta io sia stato più chiaro di quanto lo sia stato nel numero scorso di questo giornale a cui, nel caso i fatti raccontati risulterebbero a verità, va il merito di aver evitato che la sacra memoria dello scomparso reverendo venisse coinvolta  in temi che non interessano nessuno, tranne che i pochi impelagati in vicende che di ecclesiastico o di fede hanno  veramente ben poco e che comunque non interessano minimamente tutti coloro che, a qualsiasi titolo, apparteniamo alla grandissima famiglia della parrocchia di Sant’Atanasio. Per il resto formuliamo, a nome mio e dell’intera redazione di “Controcorrente” le più vive condoglianze alla famiglia Manna Greco per la scomparsa della congiunta Maria, la decana delle nostre lettrici ed un affettuoso abbraccio ai fratelli Tonino, Francesco ed Angelo Miosi che in questi ultimi giorni si trovano ad affrontare momenti di estremo dolor e a fianco del loro padre in condizioni di salute estremamente critiche.
Buona lettura a tutti voi.

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