Riprendiamo ad aggiornare il sito

Impegni di lavoro, il “Settimanale di Bagheria”, la famiglia mi hanno portato tempo fa all’idea di abbandonare il progetto Ficarazzi. In questo paese ci sono nato e cresciuto. Ho visto la sua espansione ed il suo lento e inesorabile declino. Ho visto tante persone lasciarlo e tante altre venire ad abitarci senza viverlo fino in fondo.

Per queste ragioni e per lavoro avevo posato la penna e appeso al muro la tastiera del Pc e non aggiornare più questo sito internet di informazioni. Avevo lasciato questo duro compito ad altri come Mimmo Bessone, Carmelo Pantano e Giuseppe Compagno.

Ogni tanto il desiderio di scrivere era tanto e senza neanche volerlo uscivano articoli sul Settimanale di Bagheria gestito sempre da un ficarazzese Doc come Michele Manna.

Oggi primo giugno ritorno a scrivere del mio paese, tra amore e odio, nostalgia e vita. Perchè Ficarazzi è il mio paese e se anche dovessi lavorare a tremila chilometri di distanza rimane sempre il paese natio.

Non sarà bello e pulito, i cittadini non saranno un modello per la Norvegia, però, rimane quella terra che hai calpestato da piccolo: la campagna con i suoi odori lontani dallo smog del corso Umberto.

Un amico mi dice sempre che Ficarazzi è un paese in una strada. Io gli dico che è molto di più. E’ gente che ama il prossimo e che ama la vita; è gente che vuole vivere bene pur nelle difficoltà. Gente che si dà da fare per renderlo più bello e gente che tenta di amministrarlo nel modo migliore. Non tutti condividono, ma bisogna essere presenti per orientarli verso il bello e la natura.

Ficarazzi è questo. Un paese senza campo di calcio, senza spazi sociali e attività ludiche ancor prima del virus, però se coinvolgi le persone queste rispondono. Vogliono bene al suo territorio. Ed io, da oggi, ne firmerò i pezzi. Buongiorno Ficarazzi!

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