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San Francesco ed il suo sacchetto. Salviamo il mondo

Sono passati alcuni giorni da quando un balordo ha messo nelle mani di San Francesco un sacchetto di “munnizza”. Il gesto è stato certamente fatto da qualcuno che si voleva divertire senza porsi la domanda che il suo operato avrebbe alzato un polverone mediatico sui social e sui siti di notizie on line.

Rimane un gesto infantile di chi annoiato non ha altro da fare. I commenti, però, che ho letto sui social sono molto duri e pesanti, anche contro l’intera umanità e come atto di vilipendio alla religione. Dovrebbero cominciare a breve le Crociate.

Siamo di fronte, credo, a quell’umanità che in Sicilia ha fatto dei rifiuti una risorsa mafiosa. Una umanità che non si indigna della “munnizza” che ha per strada e che non si indigna del mare inquinato.

Quella che stava zitta quando a Ficarazzi a “munnizza” cummigghiava i palazzi.

Chi scaglia la prima pietra su colui che colpevole ha messo un sacchetto nelle mani di un Santo ha lo stesso metro di misura con se stesso o con chi invade le strade di cartacce e rifiuti ogni santo giorno; lascia la “munnizza” davanti alle isole ecologiche oppure abbandona i rifiuti nelle nostre spiagge?

Ecco è giusto che si ci indigni di un cretino che fa questo gesto, ma avremmo bisogno di un cambio di rotta. Se l’umanità è degna di estinguersi, cosi come scritto nei commenti, deve però trovare la forza di invertire questo modo di vivere.

Stiamo distruggendo un mondo e lo stiamo facendo tutti con le nostre mani: sia chi ha messo il sacchetto nelle mani di San Francesco, sia chi ha commentato una simile notizia e sia chi rimane indifferente.

cosa fare?

Dobbiamo amare di più questo mondo ed i suoi essere viventi, cosi come aveva fatto questo immenso Santo e se il sacchetto messo li deve essere un monito per l’umanità, anche se infantile, potrebbe essere un segnale per cambiare passo e proteggere quello che ancora rimane di questo nostro pianeta.

Salviamolo!

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