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Semu tutti ngrasciati

Solo 10 multe per aver gettato rifiuti fuori dagli orari di conferimento e si è aperto un dibattito sulla pulizia del nostro paese. Le strade sono pulite o no, gli operatori lavorano oppure sono lagnusi, la gente è pulita o ngrasciata? Io credo e difficilmente posso essere smentito che noi, ed io non mi escludo, siamo un popolo di incivili e di ngrasciati. E , poi, come nel classico capitolo della sicilianità pura diamo la colpa agli operatori ecologici. Troviamo sempre la soluzione più facile per giustificarci.

Facendo un’analisi attenta la dimostrazione del teorema è molto semplice. Lungo le strade troviamo cicche di sigarette, pacchetti e cartacce e anche tante altre cose. Noi buttiamo per terra tutto quello che finisce di appartenerci. Non conserviamo nulla e, soprattutto, non utilizziamo i contenitori. Va tutto a terra. Anche quando siamo in macchina gettiamo i nostri rifiuti dall’auto perché il mondo esterno non ci appartiene e terra di nessuno. Capitolo a parte il conferimento dei rifiuti. Facendo una passeggiata lunga si scopre che si buttano i sacchetti dell’immondizia in ogni luogo. Ogni angolo nascosto e non è buono per abbandonare i rifiuti. Il terreno del vicino è abbandonato allora possiamo usarlo come discarica. Un giorno qualcuno pulirà, forse i nostri figli.

I sacchetti, poi, sono belli e colorati e lasciarli alle cantoniere da un tocco di colore alle affacciate cupe e grigia del paese. Meglio se penzolano dal balcone all’altezza di naso. Rendono meglio l’idea di ciò che si è mangiato il giorno prima. Esiste, infine, ma la ricerca non è esaustiva di tutte le categorie di grascati, quella degli sportivi che amano il lancio del sacchetto. Un’abitutide tutta siciliana di mantenersi in forma. Ti avvicini in corsa con l’auto ed il sacchetto in mano e tenti di fare centro nei contenitori. Il più delle volte il sacchetto cade fuori ed hai perso, anzi abbiamo perso, tutti. In definitiva semu tutti sgrascati e senza esclusioni di classi sociali. Manca il senso di educazione civica che nella nostra terra viene represso e delegato in qualche angolo della nostra dignità.

Non lo capirò mai. Poi vai “al nord” ed esce fuori, si libera questo recondito ricordo di dignità che ti salva e diventi un cittadino modello. Un grande uomo siciliano lo aveva detto: per rendere questa terra libera dai suoi stratificati modi di vivere e pregiudizi bisognerebbe portare i siciliani in esilio per due o tre anni, civilizzarli, e riportarli nella loro terra. Un esperimento dal risultato incerto.

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