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“Signor Sindaco si deve dimettere”. La richiesta degli operatori ecologici di Ficarazzi. Il Sindaco:”la colpa di chi non paga la TARI”

Un picchettaggio davanti le sedi comunali con lenzuola bianche con su scritto “quattro mesi di stipendio” ed una richiesta precisa: “signor Sindaco deve dimettersi”.

Una situazione insostenibile quella degli operatori ecologici che non percepiscono stipendio pur garantendo il servizio di raccolta e, sopratutto, nessuna sicurezza sul futuro.

La risposta del Sindaco in un video sui social. Piena solidarietà ai lavoratori della Roma Costruzioni e alle loro famiglie. Sono dipendenti di una azienda che ha in appalto il servizio di raccolta ed il Comune per pagare  l’azienda deve incassare la TARI. Altrimenti non si riescono a garantire i pagamenti. La colpa, prosegue il Sindaco, è di coloro che pur potendo non pagano la tassa dei rifiuti mettendo in ginocchio l’ente comunale.

Quindi, per il Sindaco, chi non paga la tassa, anche se salata, è colpevole del mancato pagamento degli stipendi della Roma Costruzione.

Quindi la Tari annuale , che nel 2018 sembra non essere stata pagata per il 50% dei contribuenti,  serve giustamente a pagare il servizio e quindi gli stipendi.

Però tutto questo a chi lavora cosa interessa? Ci sembra uno scarica barile che parte dalla Roma Costruzione che è obbligata a pagare le prestazione dei suoi dipendenti senza che questo sia legato al pagamento regolare delle fatture presentate al comune.

Cioè l’azienda dovrebbe avere le capacità finanziaria per pagare gli stipendi indipendentemente dal pagamento delle fatture e, ne è la dimostrazione, che debba garantire il servizio senza interruzioni. Sarebbe più logico interrompere per evitare di fare debiti, ma questo sappiamo che non è possibile in virtù dell’appalto. Quindi la ROMA COSTRUZIONI deve pagare gli stipendi anche senza incassare le fatture. Ed il Comune dovrebbe chiedere all’azienda di dimostrare di aver pagato gli stipendi prima di pagare le fatture.

Il comune, dal canto suo, dovrebbe pagare il servizio con puntualità. Questo indipendentemente dall’incasso della TARI. Cioè, il comune dovrebbe pagare le fatture a presentazione dopo aver verificato il servizio reso. 

Non sappiamo se il servizio reso corrisponde a quanto stabilito dal capitolato di appalto, però, il pagamento delle fatture va per cassa. Cioè l’ente dovrebbe pagarle, ma il profondo rosso dei conti comunali (i dipendenti sono in arretrato di due mensilità) non permette il pagamento delle fatture.

Ecco allora che la colpa è di quel 50% circa (secondo le stime del sindaco per il 2018) di coloro che non pagano la TARI e, quindi, non permettono di trasferire i soldi all’azienda appaltatrice. 

Dicevamo tempo fa: è il cane che si morde la coda. Il costo del servizio è salato ( circa 1,7 milioni di euro l’anno, se non ricordiamo male) e, poiche, la TARI per legge nazionale deve coprire il 100% del costo del servizio diventa una tassa salatissima, pagabile in cinque rate, che molti preferiscono non pagare (per varie ragioni) forse anche perchè il servizio è ai minimi termini in qualità.

Il Sindaco, però, ha ragione: la TARI, a torto o ragione, è una tassa e va pagata. Io trovo tantissime difficoltà a pagarla ed ogni volta è una dilazione continua (praticamente ogni mese pago una parte della TARI). Però, far pagare alle famiglie dei lavoratori questo sistema diabolico creato negli ultimi vent’anni è assurdo. Ognuno faccia la sua parte e tutti ne guadagneremo in stipendi e servizi migliori.

Solidarietà piena a tutti i lavoratori che non percepiscono stipendio anche lavorando duramente.

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