SS. Crocifisso a Ficarazzi

Ficarazzi, come altri centri di nuova fondazione in Sicilia, si caratterizza, fin dalle origini, per la presenza di pochi elementi architettonicamente rilevanti che emergono dalla massa uniforme delle “caseterrane” distribuite intorno ad essi. Uno di questi elementi è la Chiesa Madre, dedicata a Sant’Atanasio.
Alcuni storici ne datano la costruzione all’anno 1735 quando, con “licentia populandi”, Ficarazzi si avvia al ripopolamento del sito. In questo processo, il Castello e la Chiesa costituivano i punti chiave. Esiste comunque un’autentica del vescovado di Massa, relativa ad una reliquia di Sant’Atanasio, custodita nella biblioteca della società di storia Patria “F.R. Fazio” di Roccapalumba, datata 14 aprile 1730.
E’ difficile stabilire se, a quella data, esistesse già una Chiesa dedicata al culto del Santo perché non è escluso che il
documento fosse diretto alla vecchia Chiesa del Baglio e del Crocifisso. Non si sa per certo dunque se il principe
Giardina abbia concorso alla fondazione della Chiesa Sant’Atanasio ma è sicuro che, per suo incarico, fu ingrandita ed
abbellita con marmi e stucchi pregiati.

Il 13 Febbraio 1750 il principe Diego Giardina Massa chiese ed ottenne, con
privilegio cardinalizio, l’autonomia della Chiesa Madre. Così i ficarazzesi non furono più costretti a registrare i sacramenti nella cattedrale di Palermo o addirittura a battezzare a Bagheria, Misilmeri o Villabate.
Dopo circa un mese, il 3 marzo dello stesso anno, la Curia arcivescovile di Palermo accettò ed approvò l’istanza dei cittadini di Ficarazzi concedendo che il Patrono della novella cittadina fosse il S.S. Crocifisso. La Chiesa fu decorata,
la cappella ornata ed affrescata e fu costruita la cappella del S.S. Crocifisso dove furono sistemate le prime reliquie donate dalla Curia di Palermo.

Il Crocifisso, sistemato nella vecchia Chiesa dell’Ascensione, fu collocato nella nuova Chiesa, benedetta dal vicario generale del capoluogo il 10 marzo 1750.
L’8 maggio del 1849 numerosi volumi dell’archivio della Chiesa andarono distrutti a causa dell’occupazione militare
del paese decisa dal generale Carlo Filangeri. Al suo cardinale, l’allora parroco della Chiesa Sant’Atanasio, Francesco Galluppi, ebbe a scrivere che si trattò di “un atto ignobile e meschino”. La Chiesa è lunga circa 30 metri, larga circa 15 e
alta circa 25 metri. Il prospetto presenta un portale in pietra d’Aspra, una finestra circolare con decorazioni in calce e l’orologio,installato dai fratelli Scibetta da Bisacquino. Definiscono il prospetto il castelletto, le campane e la
guglia in rame, aggiunti negli ultimi anni. La navata è ampia e delineata da otto cappelle: quattro a destra ed altrettante a sinistra. Le prime sono dedicate alla Madonna del Carmelo, Sant’Atanasio, San Francesco d’Assisi e all’Addolorata.
In quest’ultima trovano riposo i resti mortali dell’arciprete Giuseppe La Rocca.
Le cappelle a sinistra sono dedicate a San Giuseppe, San Francesco di Paola, al Sacro Cuore e al Crocifisso, detto “delle Grazie” per gli innumerevoli favori concessi ai devoti nel corso dei secoli. Quest’ultimo è senz’altro l’opera più artistica. Si tratta, infatti, di una pregevole scultura in legno, del XVI secolo, attribuita a frate Umile da Petralia.

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