Tra crisi e malavita….

La crisi accentua i fenomeni di malavita. Quando non si riesce a sbarcare il lunario, le attività illecite di piccolo calibro ma economicamente rilevanti prendono campo e il fiume in piena porta gente disposta a fare il salto di “Qualità” nella malavita che conta.

Diventa cosi frequente sentire che rubano rame e ferro, pomelli e portelli, motori dell’acqua, alluminio e devastano i beni pubblici come la stazione ferroviaria e la palestra della scuola elementare, distrutta per recuperare pochi euro.

Aumentano anche i furti in appartamenti e ville, i ciclomotori e automobili diventano magazzini di ricambi in nero ed il contrabbando di sigarette riparte con rotte diverse ma sempre valide.

Non mancano le rapine. Le farmacie sembrano i bancomat dei delinquenti e, come il caso di stasera a Bagheria, se il commerciante si ribella rischia seriamente di farsi male. Per poche decine di euro tre rapinatori hanno dato un colpo di manico di pistola in testa al commerciante e rubato anche una borsa di una cliente. Nella colluttazione è partito perfino un colpo di arma da fuoco che, per fortuna, è finito sul muro.

Quando, poi, a rischio della propria vita, i carabinieri o i poliziotti riescono ad arrestare qualcuno davanti al giudice nella peggiore delle ipotesi chiediamo scusa al malvivente. Ovviamente è una provocazione ma la cronaca ci dice che quasi tutti ritornano l’indomani in libertà. E allora di che cosa stiamo parlando….

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