TRISTIA: A GIOVANNI CAMPANELLA! FIAMMA GIALLA DI MARE! SPIRITO LIBERO ED ANARCHICO! TROPPO GIOVANE PER MORIRE! VOLA ALTO!!!

Addio cugino Giovanni! Mi dispiace tantissimo davvero!! Ci vedevamo saltuariamente al nostro quartiere d’infanzia “Alla Scinnutella” allorquando andavi a visitare tua madre Franca Fontana, ci siamo sempre rispettati! Tu in pensione giovanissimo da molti anni, il tuo carattere e spirito libero ti ha fatto propendere per la pensione anticipata! Molta esperienza nella Guardia di Finanza di mare e sei stato la “scintilla” cha ha fatto scattare il desiderio di arruolarmi ricordando i tuoi racconti, le tue esperienze da imbarcato.

Sei sempre stato a contatto con il mare, le isole, la libertà, la pesca e la “guerra coi contrabbandieri napoletani” e poi la droga, tanta, tantissima! Al largo negli inseguimenti e i tanti sequestri di scatoloni e containers di “bionde”(sigarette non nazionalizzate) vendute a Santa Lucia, ai quartieri spagnoli e tutta Napoli che amavi Mi raccontavi ed io ti seguitavo come un bambino curioso: ascoltando la tua passione per il mare, ..le belle donne napoletane.. le barche erano accanto al molo di Santa Lucia e poi al largo iniziava la guerra ed ogni tanto si sparava con le mitragliatrici a bordo!

Mi hai insegnato una parte del diritto internazionale nautico: “Il principio della presenza costruttiva ed il diritto dell’inseguimento” non lo dimenticherò mai! Un concetto giuridico mi permise di fare una bellissima figura coi miei signori Alti Superiori Ufficiali, in occasione di una visita del generale Mistretta e Colonnello Possemato, presso il centro di Coordinamento aero-navale e terrestre cd “Sala Operativa” di Genova.

Volevano portarmi a Roma al Comando Generale ed io rifiutai, mi stavo sposando ed avevo trovato casa in Riviera a Recco! Avevo azzeccato un “punto nave” “Le bocche di Bonifacio”, contribuendo in modo efficace e risolutivo ad individuare la posizione di una nave in acque internazionali tra la Corsica e Sardegna!

Le ricerche inizialmente vane delle motovedette e dei primi elicotteri notturni, in una notte d’inverno buia, individuarono la nave battente bandiera panamense, la quale costretta all’inseguimento buttò nel nero della notte, in piena tempesta, centinaia di sacchi di iuta contenente quasi una tonnellata di droga.

Presi un elogio, forse, avrei meritato di più, l’encomio andò a quelli di mare era giusto! Ma vagli a spiegare al Colonnello D’Amico che.. leggendo un libro di mare di Emiliano Salgari sui pirati e marinai io avevo avuto solo la fantasia di dire testè “”Sono persi, buttano la refurtiva a mare”” fu proprio cosi ricevetti uno schiaffo ( verissimo) per la mia ingenua e genuina proposta. Poi! Tutto fu confermato, pochi minuti dopo, dal comandante della motovedetta inseguitrice! Che soddisfazione professionale! Avevo ragione! Confermarono appieno la mia supposizione! Ridevamo insieme raccontando quella storia e tu, con la tua esperienza di uomo di mare , da una vita in finanza, quella linea invidiabile, il tuo accento napoletano e ficarazzoto che non dimenticherò mai.

Buon viaggio Giovanni! Vorrei raccontare tante cose della nostra infanzia al nostro quartiere “Scinnutella”, tuo fratello Carlo, oggi pure in pensione apprezzato sottufficiale della Polizia Tributaria a Palermo, la sua esperienza allora militare e terribile nel terremoto del Friuli, ma in un altra occasione! Condoglianze alla famiglia, al figlio Lino Campanella, a mia cugina Franca, ai figli e fratelli di Giovanni: Carlo ed Antonino; le sorelle Mariella e Concetta!

Tuo cugino Franco Comparetto (nella foto a sinistra)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*