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Un opuscolo del 2008 dei bambini delle elementari

E atterrarono in un luogo chiamato Ficarazzi. Scesero dall’astronave, si guardarono intorno per esplorare il paese, videro una lunga strada e cominciarono a percorrerla. Dopo un po’ si trovarono in una piazza dove c’era una bellissima chiesa e  tanti  bambini che giocavano. Questi, appena videro i due “estranei”, si avvicinarono a loro, incuriositi, e chiesero chi fossero. Dopo le presentazioni, Saro domandò ad uno dei bambini che chiesa fosse e Vincenzo rispose orgoglioso:  “Crocifisso delle Grazie! E’ il patrono del nostro paese!”. L’alieno incuriosito chiese: “Saro, che cosa è una chiesa?”. “La chiesa è il luogo dove i cristiani pregano Dio. Ma nel mondo esistono tante altre religioni e altri luoghi in cui si prega.” – rispose Saro e aggiunse – “Vedi quel ragazzo laggiù, con la pelle scura? Lui proviene dall’Africa e non è cristiano, è musulmano! Queste sono alcune diversità religiose del pianeta Terra.”. Noemi, una bambina del gruppo di amici,  rivolgendosi al Signor Diversità e a Saro disse: “Se guardate alle vostre spall, vedrete anche il nostro bellissimo castello!”.
“Castello,…mmmh…castello, ma si mangia?” – chiese il Signor Diversità. Fra le risate generali, Davide spiegò che un  castello era l’abitazione in cui un tempo vivevano i nobili. “Nobili, sono forse i figli del premio Nobel?” – chiese l’omino. Matteo rispose: “Nooo! I nobili erano persone importanti, comandavano, avevano tutti i poteri, ma adesso, dopo varie vicissitudini, non hanno più alcun ruolo.”.

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L’omino curioso, insieme ai bambini, si incamminò alla scoperta del castello. Stavano per entrare dal portone principale quando vennero bloccati dal custode del palazzo, che indignato disse: “Non voglio persone strane nel mio castello!” e richiuse il portone sbattendolo. Adriano, che conosceva le entrate segrete del  castello, li condusse all’interno attraverso un passaggio situato nel giardino. Salirono su per le scale e dopo cento gradini si ritrovarono in cima al castello. Il Signor Diversità, affacciatosi dai “merli”, per la meraviglia, spalancò tutte e due le  bocche e sgranò i tre occhi nel vedere lo splendido panorama. Poi rivolgendosi ai nuovi amici disse: “Ma cosa aspettate a portarmi laggiù? Sarà sicuramente interessantissimo per i miei studi!”. Tutti insieme si avviarono per le campagne ficarazzesi.  Giunti sulle rive del fiume Eleuterio, il Signor Diversità chiese cosa fosse quella “striscia” luccicante che camminava sulla Terra e Saro, premuroso, rispose: “È un fiume. Il fiume Eleuterio!”. L’alieno chiese: “Ma cos’è un fiume?”.

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“Un fiume è un corso d’acqua dolce che scorre nel suo letto!” – continuò Saro. Erica intervenne dicendo: “L’acqua è un elemento vitale per i terrestri e, in particolar modo, questo fiume era importantissimo per il paese di Ficarazzi. Sai, un tempo, le sue acque limpide e fresche non solo erano usate per irrigare i campi, ma erano pure navigabili! Ora questo mondo è scomparso, come vedi, le acque sono putride  e gli argini sono infestati dai topi e la sporcizia regna sovrana!”. “Sul vostro pianeta esiste l’acqua o un altro elemento vitale?” – chiese Antonio e aggiunse – “Voi siete così sciocchi da distruggere ciò che vi serve per vivere?” Il Signor Diversità rispose: “Il nostro elemento vitale è il KXYZ e ci sono sanzioni gravissime per chi ne distrugge anche una piccolissima parte!”. Girandosi l’alieno notò delle piante con  foglie allungate che uscivano dall’acqua e incuriosito interrogò Angela su cosa fossero. “Canne da zucchero!” – rispose Angela e aggiunse – “Non conosci neanche lo zucchero? E’ una sostanza dolcissima che usiamo in tanti cibi, mentre in altri  adoperiamo il sale. Ecco una grande diversità nella nostra cucina.”.

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“E da dove prendete il sale? E’ anche questo frutto di una pianta?” – chiese l’alieno. Risata generale. Il coro dei bambini rispose: “Ma noooo! Il sale ce lo dà il mare!”. “Conosci il
mare?”. Giusy guardò in faccia l’omino, lo vide perplesso e tutti insieme decisero di scendere sulla riva del mare. Il Signor Diversità aveva visto il mare solo dall’alto della sua navicella, non poteva immaginare certo che quell’immensa distesa di acqua salata lo avrebbe affascinato così tanto. Rimasero qualche ora sulla spiaggia ad ammirare l’azzurro del mare, ad ascoltare il suono delle onde, a respirare il suo profumo così intenso. Alla fine il piccolo extraterrestre ringraziò i bambini
della bellissima esperienza vissuta ed insieme a Saro ritornò sulla navicella, pronto ad intraprendere una nuova avventura.

I Ragazzi della Scuola Elementare “Francesco Paolo Tesauro”

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