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Un punto di vista sulla Chiesa “a mare” di Gino Macchiarella

Abbiamo ricevuto una lettera di Gino Macchiarella che spiega il suo punto di vista sulla situazione della Chiesa Madonna della Sicilia che diventerà bene comunale perchè abusiva.

Il punto di vista di Gino Macchiarella è molto utile per capire le dinamiche che hanno portato il parrocco Giuseppe Passamonte, oggi defunto, a costruire abusivamente la chiesa ” a mare”

Gentilissimo direttore di Ficarazzi.eu,

Per caso mi sono imbattuto su un vostro articolo del 7 maggio scorso, dal titolo “La chiesa Madonna della Sicilia sarà del comune” in cui si affermava che forse (“non lo sapremo mai” conclude l’articolista) se la proprietà del terreno fosse stata della parrocchia il presidente della regione avrebbe dato una deroga al vincolo di inedificabilità assoluta dei 150 metri dalla battigia. Mi sento in dovere, dato che Padre Giuseppe Passamonte purtroppo non può e per l’affetto che ancora mi lega a lui, di precisare alcune cose.

L’impostazione dell’articolo è abbastanza condivisibile. Ma quando si parla della possibilità di intestare la donazione del terreno alla Parrocchia ritengo che sia necessario chiarire bene. Se il terreno fosse stato di proprietà della Parrocchia la Curia Arcivescovile certamente non avrebbe mai, e sottolineo mai, costruito o permesso di costruire una chiesa senza tutte le autorizzazioni previste dalla normativa vigente. La Curia, ovviamente, non può costruire una Chiesa abusivamente, e la Parrocchia, (tutte le parrocchie), dipende dalla Curia. A maggior ragione dopo la costruzione della Chiesa il terreno non poteva essere donato alla Parrocchia perché, in esso, sorgeva, appunto, una costruzione abusiva.

In sostanza sappiamo con certezza che l’unica possibilità che aveva padre Passamonte per costruire la Chiesa, era quella di tenere per sé la proprietà del terreno nella speranza, poi rimasta delusa, che poi a cose finite sarebbe intervenuta una sanatoria. Chi ha i capelli bianchi come me ricorderà sicuramente che in quegli anni si discuteva tra i politici locali della istituzione di “Ficarazzi Marina” che avrebbe permesso di riconoscere e sanare tutte le costruzioni sul lungomare. Come siamo altrettanto sicuri che se il terreno fosse stato donato direttamente alla Parrocchia la Chiesa oggi semplicemente non ci sarebbe stata perché nessun ente religioso l’avrebbe potuta costruire abusivamente. Scelse lui di rischiare per sé stesso, come un qualunque privato cittadino che compie un abuso edilizio. Ora questa consapevolezza, ricordo bene perché me lo disse, l’aveva anche il buon padre Passamonte che avendo come unico obiettivo l’edificazione della chiesa scelse, per questo motivo (e solo per questo motivo), di tenere per sé la proprietà del terreno.

Ma, a scanso di equivoci, sottolineo il fatto che stiamo parlando di una Chiesa, cioè un luogo di culto che, in ultima analisi, (Curia Arcivescovile o Comune di Ficarazzi non fa molta differenza) appartiene di fatto ad una comunità, la nostra comunità. Altri, sono sicuro non voi di Ficarazzi.eu, forse credono che sia una villa con piscina o una casa per le vacanze oppure qualcosa che generi reddito. Chi ha conosciuto come me padre Passamonte ed il suo stile di vita sa bene che case di villeggiatura o altri beni non gli interessavano. Sa bene che l’unica cosa che gli stava a cuore con quei suoi occhi sorridenti e gentili, era il bene dei suoi parrocchiani. Naturalmente si può discutere quanto si vuole circa il modo e l’opportunità di costruire la chiesa Madonna della Sicilia. Ma davanti alla sua statura morale, permettetemi di ricordarlo, giù il cappello.

Con affetto,

Gino Macchiarella

Ringraziamo Gino Macchiarella per aver inviato la lettera che volentieri abbiamo pubblicato.

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