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Un sabato tra i poveri

Passare un sabato tra i più poveri della città è una esperienza che ti lascia il segno. Nella vita le coincidenze non sempre sono casuali e se credete in Dio li chiamate segnali. Tutto ha inizio qualche mese fa quando con l’associazione “Amici Siciliani” partiamo con il progetto “Usa, Riusa e Ricicla” che tende a raccogliere tutti gli oggetti che invece di finire tra i rifiuti possono avere una seconda vita. Grazie al lavoro volontario di diverse persone si raccoglie un pò di tutto.

Qualche giorno fa durante la distribuzione degli alimenti con la Caritas cittadina incontro a Franco che mi aiuta. Lungo la strada, durante la distribuzione, mi racconta che era andato tra i senza casa di Palermo a portare mangiare cotto e bevande calde in questi giorni di freddo. Mi racconta le sue sensazioni e si riempie di gioia nel vedere che sono interessato. Durante quel pomeriggio Franco riceve una chiamata per andare Sabato sera tra i poveri a Palermo. Però gli dicono che se decide di andarci lo dovrà fare da solo perchè i volontari di Villabate non sono disponibili. Franco tentenna: da solo non potrebbe. Allora decido di buttarmi e gli dico che lo accompagno io.

Lui accetta e da la nostra disponibilità per sabato sera. Nel frattempo mi racconta come i poveri senza nulla gli chiedono oltre al cibo anche vestiti e coperte.

Decido di utilizzare le cose raccolte durante i precedenti mesi con il progetto dai volontari “Amici Siciliani” e sabato pomeriggio alle 16, aiutato da tutti i volontari, riempiamo la macchina di tutto quello che può servire a chi dorme all’aperto. Alle 19,30 con Franco facciamo il giro di bar e panifici e raccogliamo cibo. Le nostre famiglie hanno preparato tanto the caldo e biscotti. Portiamo anche l’occorrente per distribuirlo come tovaglioli e bicchieri.

Alle 21 in punto ci troviamo nel luogo dove normalmente “risiedono” la notte oltre settanta senza tetto. La pioggia è intensa e non smette di piovere dal mattino. Siamo già tutti bagnati e sentiamo freddo. Nella raccolta del cibo abbiamo preso tanta acqua. Però il pensiero di abbandonare e gettare la spugna non era tra i nostri piani. Pensavamo che anche con la pioggia si mangia.

Distribuiamo il cibo e dopo il the per riscaldarsi e nel frattempo dialoghiamo con tanti che ci raccontano la loro storia o quanto gli è successo negli ultimi giorni.

Distribuire tutto il vestiario e gli accessori come le coperte è stato difficile perchè erano troppo poche. Molti sono rimasti senza ma nessuno si lamenta. Per loro la provvidenza è sempre ben accetta. E tra loro si aiutano tanto, non esiste in povertà la concorrenza. Almeno non in quel posto ed in quelle condizioni.

Alla fine dopo aver dato tutto rimaniamo ancora a parlare con italiani, romeni, pakistani e arabi, ognuno vuol dire una cosa e noi li ascoltiamo tutti.

Alle 11 di sera ritorniamo fradici d’acqua piovana ma con il cuore pieno. Devo ringraziare a Franco per avermi coinvolto in questo ruolo che per me è nuovo. Devo ringraziare, per quanti ci credono, Dio che mi ha mandato tanti segnali ma anche i tanti semplici volontari come Mimmo, Daniela, Patrizia, Carmelo, Isidoro e tanti altri che donando il loro tempo hanno raccolto vestiti e coperte e tanti accessori che si sono rilevati utili ai senza tetto. E, infine, ringrazio la gente di Ficarazzi che ha donato tutto il materiale e che con generosità risponde sempre a tutte le nostre iniziative. GRAZIE!!

P.S. Noi continuiamo a raccogliere tutto quello che non vi serve più e che utilizzeremo per le famiglie bisognose di Ficarazzi e dei dintorni. Se volete informazioni o volete portare il vostro materiale potete contattarci per email a redazione@ficarazzi.eu oppure telefonando al 3286711871 oppure scrivete un commento sulla pagina facebook Ficarazzi Notizie

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