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Un saluto speciale a Salvatore

salvatoreAlcamoAlcune persone ti entrano nella vita dalla finestra senza fare rumore. Magari le conosci da una vita, però, poi te li ritrovi accanto mentre guidi andando a Palermo ad aiutare i più poveri.

E’ quello che mi è successo con Salvatore Alcamo. Un giorno me lo ritrovo in auto mentre vado a Palermo per distribuire ai senzatetto un pò di mangiare. Un viaggio in cui ho avuto la possibilità di scambiare pensieri con un uomo che avevo sempre conosciuto in paese.

La sua attività di fabbro se la era creata dal nulla con il sudore quotidiano. Un uomo che poteva distribuire dignità in gran quantità e che mai ho visto proferire parole contro altri.

Lo dimostra la sua splendida famiglia ed i suoi figli, educati e lavoratori, che hanno preso esempio dal padre e ne continuano l’opera.

Quando “scendevamo” a Palermo per i poveri era una serata speciale. Difficile descriverla in parole. Quello che si prova durante la ronda notturna ti riempe il cuore, ma allo stesso tempo ti mette a dura prova. Di fronte a te hai persone che non hanno nulla e le storie che ti raccontano rattristano il cuore.

Andavamo a Palermo il mercoledi sera. Ogni santo mercoledi degli ultimi tre anni. Ad un certo punto Salvatore ha mancato il primo appuntamento. Poi il secondo. Mancava. Allora partivano le telefonate per capire cosa fosse successo. Nessuna risposta.

Poi ho capito. La malattia lo aveva colpito ed era volato al Nord nella speranza che una cura lo potesse aiutare. Una malattia lunga e debilitante che lo ha messo a dura prova. L’ultimo viaggio che ha messo Salvatore di fronte al dolore e alla sofferenza. La dignità di Salvo era rimasta intatta e quando con un cuore spento sono andato a trovarlo a casa nel suo ultimo periodo di vita mi ha ricordato i mercoledi trascorsi insieme.

Avrei voluto piangere. Il suo sorriso, pero, dal suo letto mi ha dato la forza di non farlo. Dalla sua condizione Totò mi ha trasmesso quella tranquillità che solo un grande uomo di fede avrebbe potuto esprimere con tanta serenità.

Oggi Totò ci ha lasciati a 56 anni dopo la lunga malattia. Ed io non posso che ringraziarlo per tutto quello che abbiamo passato insieme e per le risate spensierate sulla strada del ritorno. Riposa in pace e ti accolgano gli angeli in Paradiso. Il posto che ti sei meritato per la tua grande bontà.

Alla famiglia, alla moglie e ai tre splendidi ragazzi sentite condoglianze.

Emanuele Tribuna

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