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Via Crucis: alla regia Franco Bellanca. L’intervista….

Il regista Franco Bellanca

Cosa cambia con la prima Via Crucis dopo la scomparsa di Padre Passamonte?

Di certo è venuto a mancare quell’impulso in più che faceva mettere in moto l’iniziativa stessa, poi come dimenticare la sua viva collaborazione e i suoi famosi commenti esegetici durante la recita, che atto dopo atto facevano rivivere quello che Gesù aveva passato in quei momenti.

Quali sono le novità di quest’anno, sia negli allestimenti che nei personaggi?
Sicuramente cercheremo, come ogni edizione, di creare qualche novità, sia scenografica, sia aggiungendo qualche scena in più.

In quale luogo verranno realizzate le scene della Via Crucis?
Dopo qualche incertezza sulla location, dovuta a motivi tecnici, si è deciso di ritornare nel vecchio posto dove si è svolta la prima edizione, quindi la Via Crucis verrà realizzata in Largo Castello, di fronte la Chiesa di Sant’Atanasio.

Cosa si perde e cosa si guadagna nel non realizzare tutti gli anni la Via Crucis?
Di contro, quando non c’è la  continuità, si presenta sempre la problematica non facile di rimettere in moto tutti gli ingranaggi organizzativi che non sto qui ad elencarvi. A favore succede che, quando avviene una sospensione di diversi anni, come in questo caso, l’iniziativa viene vissuta da parte della cittadinanza intera con molta più curiosità e attesa, fatto che aiuta tutti i collaboratori a impegnarsi molto di più, per riuscire in un possibile successo.

Oltre alla passione cosa ti spinge ad un impegno così imponente?
Appunto, solo la passione, che da più di 30 anni mi accomuna a tutti quelli che hanno collaborato alle edizioni passate.
In chiusura un messaggio ai nostri lettori: Spero che questa edizione, che ricordo sarà interamente dedicata a Padre Passamonte, possa fare emergere uno zoccolo duro, a livello organizzativo, per cui la manifestazione possa proseguire negli anni a venire anche senza il mio apporto primario, visto che l’iniziativa nuova, che da qualche anno viene svolta a
Villa Merlo, cioè l’ormai famosissimo “Presepe Vivente”, richiede da parte mia un notevole impegno e quindi diventa
difficoltoso seguire entrambe le manifestazioni in prima persona. Ricordo in fine, e ringrazio, le preziose collaborazioni da parte del nuovo Parroco della Chiesa di Sant’Atanasio, Padre Salvatore La Sala, di tutti i collaboratori, attori, tecnici, aiuto
registi, ecc.., e in ultimo, l’importantissima collaborazione e sponsorizzazione da parte dell’amministrazione comunale
di Ficarazzi, nelle persone del Sindaco Pino Cannizzaro e dell’Assessore al ramo Salvatore Bisconti.

di Alessio Manna

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